Elezioni regionali 2025: sei regioni al voto tra settembre e novembre

Dopo Emilia-Romagna e Liguria, che hanno anticipato la consultazione, nel 2025 saranno sei le regioni italiane a rinnovare Presidente e Consigli regionali: Veneto, Valle d’Aosta, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Saranno oltre 17 milioni i cittadini chiamati alle urne in un appuntamento che rappresenta un banco di prova politico di primo piano per governo e opposizione.

Quando si vota

L’esperienza della pandemia nel 2020 aveva spostato la finestra elettorale dall’inizio primavera all’autunno. Anche quest’anno si seguirà lo stesso schema, con un calendario distribuito tra settembre e novembre.

  • Marche e Valle d’Aosta: domenica 28 e lunedì 29 settembre 2025
  • Toscana: domenica 12 e lunedì 13 ottobre 2025
  • Campania, Veneto e Puglia: a novembre 2025, entro la scadenza legale del 23 novembre.

Un “election day” unico era stato ipotizzato, ma la difficoltà di coordinare le date ha reso impraticabile l’ipotesi.

Le sfide regione per regione

Veneto: dopo Zaia, equilibrio incerto

Dopo 15 anni di presidenza, Luca Zaia (Lega) non potrà ricandidarsi. La sua uscita di scena apre un vuoto pesante nel centrodestra. Matteo Salvini spinge per un candidato leghista, mentre Fratelli d’Italia rivendica il peso dei consensi. Nomi in campo: Luca De Carlo e Elena Donazzan (FdI), Flavio Tosi (FI). Nel centrosinistra corre l’ex sindaco PD di Treviso Giovanni Manildo, sostenuto anche dal M5S.

Valle d’Aosta: presidente scelto dal Consiglio

Unica regione dove il presidente non viene eletto direttamente ma dal Consiglio regionale. Al voto parteciperanno forze autonomiste e locali: Union Valdôtaine, Stella Alpina, Rassemblement Valdôtain, Pour l’Autonomie. La sfida è costruire un polo centrista capace di alleanze dopo il voto.

Toscana: Giani favorito, centrodestra diviso

Il presidente uscente Eugenio Giani (PD) cerca la riconferma con una coalizione larga che va dal M5S ai riformisti. Il centrodestra punta sul sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi (FdI), nome gradito a Meloni, ma Forza Italia chiede primarie e la Lega cerca visibilità.

Marche: Acquaroli verso la riconferma

Il governatore Francesco Acquaroli (FdI) punta a un secondo mandato. Il centrosinistra candida l’eurodeputato Matteo Ricci (PD), ex sindaco di Pesaro, sostenuto da una coalizione larga che include anche il M5S.

Campania: il dopo De Luca

La Corte costituzionale ha bocciato la legge regionale che apriva al terzo mandato, impedendo a Vincenzo De Luca di ricandidarsi. Nel centrosinistra il nome forte è Roberto Fico (M5S), ex presidente della Camera. Nel centrodestra il favorito resta Edmondo Cirielli (FdI), ma circolano anche i nomi dell’avvocato Giosy Romano (FI) e, più defilato, del ministro Matteo Piantedosi.

Puglia: la sfida post-Emiliano

Dopo due mandati, Michele Emiliano lascia il testimone. Il centrosinistra converge sull’ex sindaco di Bari Antonio Decaro (PD), forte di un consenso trasversale. Il centrodestra valuta più ipotesi: in pole c’è Francesco Paolo Sisto (FI), viceministro della Giustizia.

Le regionali 2025 si preannunciano cruciali per i futuri equilibri politici:

  • Centrodestra alle prese con divisioni interne soprattutto in Veneto e Toscana.
  • Centrosinistra che punta su figure di continuità (Giani, Decaro) e rilancio (Ricci, Fico).
  • Autonomisti valdostani arbitri del loro destino politico.

Il voto in sei regioni chiave sarà un test importante non solo per i leader locali, ma anche per il governo Meloni e per l’opposizione guidata da Elly Schlein.

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