L’inflazione nell’Eurozona è scesa al 2,1% ad aprile 2025, secondo i dati Eurostat, avvicinandosi al target della BCE del 2%. Tuttavia, la spesa per consumi rimane debole, con una crescita dello 0,3% rispetto al 2024, penalizzata da incertezze geopolitiche e da un mercato del lavoro in rallentamento. In Italia, il settore manifatturiero registra una contrazione del 1,2%, mentre i servizi tengono grazie al turismo.
La BCE ha confermato che non alzerà i tassi nel breve termine, ma gli analisti temono che la ripresa economica possa essere ostacolata da eventuali dazi commerciali imposti dagli Stati Uniti, come ventilato dall’amministrazione Trump. “L’Europa deve stimolare la domanda interna senza dipendere eccessivamente dall’export,” ha dichiarato l’economista Maria Rossi del Politecnico di Milano.
Intanto, la Germania propone un piano di incentivi fiscali per le PMI, mentre in Italia il governo studia misure per il rilancio del settore tessile. La sfida rimane bilanciare crescita e sostenibilità in un contesto globale instabile.
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