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Manovra, Irpef e pace fiscale: le priorità del governo in vista del 20 ottobre

Roma, 19 settembre 2025 – La prossima legge di bilancio, attesa in Parlamento il 20 ottobre, mette al centro due misure chiave: il taglio delle aliquote Irpef per il ceto medio e la pace fiscale (rottamazione delle cartelle). Due provvedimenti dal costo complessivo stimato di circa 4 miliardi di euro: 2,5-3 miliardi per l’Irpef e 1,5-2 miliardi per la rottamazione.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato la volontà di portare avanti entrambe le misure, sottolineando la necessità di mantenere responsabilità sui conti pubblici, anche alla luce della promozione di Fitch e delle attese sul calo dei tassi d’interesse da parte della Bce, che potrebbe liberare risorse per ridurre il costo del debito.

Dal fronte politico, il vicepremier Matteo Salvini rilancia sulla flat tax e sulla cancellazione di circa 170 milioni di cartelle esattoriali, oltre a un appello alle banche affinché contribuiscano al piano casa destinato alle nuove generazioni.

Le ipotesi in campo per finanziare la manovra comprendono il concordato preventivo biennale, nuove rimodulazioni delle accise sulle sigarette, la detassazione dei premi di produttività e delle tredicesime, oltre a un possibile intervento sulle detrazioni fiscali.

Confindustria, attraverso il presidente Emanuele Orsini, chiede un intervento per rafforzare la produttività e sostenere il sistema industriale, mentre da Confedilizia arriva la proposta della cedolare secca sui negozi. Tra le altre misure allo studio, il potenziamento dell’assegno unico, incentivi per i nuovi nati e la conferma dei bonus edilizi al 50% per le prime case.

Un quadro più chiaro sulle risorse disponibili arriverà domani, con la diffusione da parte dell’Istat dei conti economici nazionali, che definiranno le basi per il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp). Sarà il primo passo per valutare anche un’uscita anticipata dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo, come auspicato da Giorgetti all’ultimo Ecofin.

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