La sede della Banca d’Italia si trova nel prestigioso Palazzo Dolfin‑Manin, situato nel cuore di Venezia, a pochi passi da Piazza San Marco. Costruito tra il XVII e il XVIII secolo, il palazzo rappresenta un raffinato esempio di architettura veneziana, con facciate armoniose che si affacciano sui canali e interni eleganti impreziositi da decorazioni storiche. L’edificio unisce l’eleganza del patrimonio artistico veneziano alla funzionalità necessaria per ospitare le attività istituzionali della Banca, offrendo un ambiente che riflette al contempo storia, prestigio e modernità.
All’interno di questo contesto suggestivo, il neo Direttore della Sede di Venezia della Banca d’Italia, Michele Benvenuti, ha presentato l’Aggiornamento congiunturale sull’economia del Veneto, offrendo una lettura approfondita e articolata del contesto regionale. L’analisi evidenzia sia i segnali di resilienza sia le criticità che influenzano la traiettoria di sviluppo della regione.
Nel primo semestre del 2025, l’economia veneta ha registrato una crescita moderata, pari allo 0,4 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, l’indicatore congiunturale Ven-ICE segnala nel secondo trimestre una flessione, confermando la fragilità della dinamica sottostante, strettamente dipendente dall’andamento della domanda estera. La manifattura, settore centrale per il Veneto, continua a risentire del rallentamento dell’economia tedesca, dei dazi statunitensi e delle tensioni commerciali internazionali, che hanno inciso su specifiche filiere produttive.
Nonostante le difficoltà, Benvenuti ha evidenziato segnali di vitalità nei diversi comparti produttivi. Il settore dei servizi si conferma un motore essenziale per l’economia regionale: turismo, logistica, attività professionali e tecnologiche contribuiscono in maniera significativa alla crescita e all’occupazione. Il comparto delle costruzioni, sostenuto dagli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, mantiene un andamento favorevole, rafforzando le infrastrutture e generando nuove opportunità occupazionali. La manifattura mostra capacità di adattamento, con imprese che mantengono livelli produttivi stabili o in lieve crescita, confermando la resilienza del tessuto industriale veneto.
Il mercato del lavoro registra livelli di partecipazione elevati, pur con persistenti criticità legate al mismatch tra domanda e offerta e alla carenza di figure tecniche specializzate. Le famiglie evidenziano una prudente ripresa dei consumi grazie al rallentamento dell’inflazione, accompagnata da una maggiore propensione al risparmio e da una domanda di credito ancora moderata.
Particolare attenzione è stata dedicata ai finanziamenti all’economia e alla qualità del credito. Il sistema bancario regionale continua a sostenere imprese e famiglie con condizioni di accesso al credito complessivamente favorevoli. Tuttavia, la crescita dei finanziamenti alle imprese resta moderata e alcuni settori presentano un lieve aumento dei crediti deteriorati, richiamando la necessità di monitorare attentamente le realtà più vulnerabili e di sostenere percorsi di innovazione e transizione digitale.
Sul fronte delle imprese, Benvenuti ha osservato una polarizzazione crescente: accanto a realtà dinamiche, innovative e orientate all’export, permangono aziende più piccole, più esposte ai rincari dei costi, alla debolezza della domanda estera e alle difficoltà nel reperire manodopera qualificata. L’accesso al credito resta uno strumento cruciale per sostenere competitività, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale del tessuto imprenditoriale.
Concludendo, Michele Benvenuti ha sottolineato l’importanza di un impegno condiviso tra imprese, istituzioni e sistema finanziario, affinché il Veneto possa consolidare la propria competitività e promuovere uno sviluppo sostenibile, inclusivo e duraturo. Solo attraverso collaborazione, investimenti mirati, innovazione e valorizzazione delle competenze sarà possibile trasformare le sfide attuali in reali opportunità di crescita e rafforzamento del tessuto economico regionale.
Mattia Carlin
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