Isee, cambia il calcolo: più tutele sulla prima casa e nuove soglie per le famiglie con figli

Scattano importanti modifiche al sistema di calcolo dell’Isee, introdotte con l’ultima legge di Bilancio, che incidono in modo diretto sul patrimonio immobiliare e sulla composizione dei nuclei familiari. La novità più rilevante riguarda la prima casa, per la quale viene ampliata la soglia di esenzione, con l’obiettivo di rendere l’indicatore più aderente al reale tenore di vita delle famiglie.

Nel nuovo assetto, il valore dell’abitazione principale escluso dal calcolo Isee viene innalzato a 91.500 euro. La soglia sale ulteriormente a 120.000 euro per i nuclei familiari che risiedono in uno dei Comuni capoluogo delle Città metropolitane, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze e Bologna. Una distinzione pensata per tenere conto del più elevato valore medio degli immobili nelle grandi aree urbane.

Le modifiche non si fermano alla casa di abitazione. Cambiano anche le franchigie legate ai figli conviventi: l’incremento di 2.500 euro non viene più applicato a ogni figlio, ma a partire dal secondo. In pratica, la maggiorazione scatta solo dal secondo figlio in poi, con un effetto più marcato per le famiglie numerose.

Rivista anche la scala di equivalenza, lo strumento che adegua l’Isee alla composizione del nucleo familiare. Le nuove maggiorazioni prevedono un aumento di 0,10 per le famiglie con due figli, 0,25 con tre figli, 0,40 con quattro figli e 0,55 per i nuclei con almeno cinque figli. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sostegno alle famiglie più numerose, rendendo l’indicatore più sensibile al carico economico reale.

Le novità avranno effetti concreti sull’accesso a bonus e prestazioni sociali agevolate, come assegno unico, agevolazioni universitarie, tariffe ridotte per servizi scolastici e sanitari. Per molte famiglie, l’adeguamento delle franchigie potrebbe tradursi in un Isee più basso e, di conseguenza, in una platea più ampia di beneficiari.

Il nuovo sistema punta a riequilibrare un indicatore spesso criticato per non riflettere adeguatamente il costo della vita e il peso del patrimonio immobiliare, soprattutto nelle grandi città. Resta ora da valutare l’impatto concreto delle modifiche sui prossimi calcoli e sulle domande di accesso alle misure di welfare.

About The Author

Condividi l'articolo sui tuoi social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *