Roma – Oggi il futuro delle imprese si gioca su due grandi direttrici: sostenibilità e intelligenza artificiale. È questo il messaggio lanciato da Francesco Di Ciommo, presidente di FDC Consulting Digital ESG e co-direttore del Master “D-ESG e Responsabile d’Impatto”, durante l’evento di presentazione del nuovo percorso formativo all’Università Lumsa di Roma. Lumsa Roma & FDC Programma 4 M…
Secondo Di Ciommo, queste due dimensioni rappresentano i principali fattori in grado di guidare le imprese nel loro sviluppo, garantendo non solo risultati economici, ma anche solidità organizzativa e capacità di affrontare le sfide future.
«Oggi i principali driver che guidano le aziende sono due: la sostenibilità e l’intelligenza artificiale. Sono le guide necessarie per garantire l’attività di un’impresa nel medio e lungo periodo, non solo dal punto di vista economico ma anche organizzativo».
Nel dibattito pubblico, osserva Di Ciommo, si parla molto di innovazione tecnologica e di intelligenza artificiale, mentre spesso il concetto di sostenibilità viene ridotto alla sola dimensione ambientale. In realtà si tratta di un tema molto più ampio.
«Quando si parla di sostenibilità si pensa spesso solo all’ambiente. In realtà il tema ESG riguarda anche gli aspetti sociali e di governance ed è diventato uno strumento di reporting e di accounting necessario per rispondere agli obiettivi dell’Agenda 2030».
Al centro di questo processo ci sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, che richiedono alle imprese di integrare politiche e strategie concrete all’interno delle proprie organizzazioni.
«Questi obiettivi richiedono attività verticali all’interno delle aziende e permettono alle imprese di essere sostenibili non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e ambientale».
Tra i temi più rilevanti rientrano questioni come la parità di genere, l’inclusione e la responsabilità sociale, che secondo Di Ciommo non possono più essere trattate come semplici slogan.
«Non devono essere solo parole. Devono diventare attività concrete che entrano nei processi dell’organizzazione aziendale».
L’adozione di politiche ESG genera inoltre una grande quantità di dati, che diventano uno strumento fondamentale per misurare e rendere trasparente l’impatto delle imprese.
«Tutti questi processi producono dati che possono essere misurati, scalati ed esportati. Attraverso il reporting di sostenibilità oggi è possibile dimostrare realmente il valore delle attività di un’azienda».
Una trasparenza sempre più richiesta anche dal mercato e dalle nuove generazioni di consumatori.
«Oggi esiste una nuova generazione che potremmo definire nativamente sostenibile. Sono persone disposte anche a pagare di più per un bene o un servizio se riconoscono nei report aziendali un impegno reale sui valori della sostenibilità».
Per questo motivo, conclude Di Ciommo, la sostenibilità non rappresenta soltanto un obbligo normativo.
«Prima ancora di essere un vincolo imposto dalle norme, la sostenibilità è una vera necessità di mercato».
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