Governo in tensione dopo il referendum: si dimettono Delmastro e Bartolozzi. Meloni: “Santanchè faccia un passo indietro”

Clima teso all’interno del governo dopo la netta vittoria del No al referendum sulla giustizia. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni affronta le prime conseguenze politiche del voto, tra dimissioni e nuove pressioni sulla tenuta della maggioranza.

A lasciare sono il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e la capo di gabinetto del ministero, Tiziana Bartolozzi. Due uscite che segnano un passaggio delicato per il dicastero guidato da Carlo Nordio, già al centro del dibattito per la riforma bocciata dagli elettori.

Meloni: “Ora un gesto di responsabilità”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in una nota ufficiale, ha invitato anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè a valutare le dimissioni. Un passaggio che alza ulteriormente la tensione politica, evidenziando come il risultato referendario abbia aperto una fase di riflessione profonda all’interno dell’esecutivo.

L’auspicio di un passo indietro da parte di Santanchè si inserisce in un contesto già segnato da polemiche e richieste di chiarimento, ora rafforzate dall’esito del voto popolare.

L’opposizione attacca: mozione di sfiducia

Sul fronte opposto, le opposizioni colgono l’occasione per incalzare il governo. Il Partito Democratico e Italia Viva hanno annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti della ministra Santanchè, aprendo così un nuovo scontro parlamentare.

Intanto, nel campo progressista si riapre il tema della leadership. Tra i nomi in campo per un possibile rilancio dell’area ci sono Giuseppe Conte e Elly Schlein, mentre si registra la disponibilità del centrista Ernesto Maria Ruffini. Si sfila invece la sindaca di Genova Silvia Salis, che non prenderà parte alla corsa.

Una fase politica delicata

Il quadro che emerge è quello di una fase politica particolarmente delicata, in cui il risultato del referendum sulla giustizia assume un peso che va oltre il merito della riforma, trasformandosi in un banco di prova per la stabilità del governo e per gli equilibri tra maggioranza e opposizione.

Nei prossimi giorni sarà decisivo capire se le tensioni interne porteranno a ulteriori scossoni o se l’esecutivo riuscirà a ricompattarsi dopo il colpo politico subito.

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