Roma – Non solo infrastrutture, ma visione, fiducia e cooperazione. È su questi pilastri che si gioca il futuro della cybersicurezza e del posizionamento dell’Italia nello scenario internazionale. A sottolinearlo è Giuseppe Mocerino, Presidente di Netgroup SpA, intervenuto alla VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit.
L’evento, che ha riunito oltre 500 partecipanti tra istituzioni, imprese e mondo accademico, ha confermato la centralità della sicurezza digitale nel contesto geopolitico attuale . In questo quadro, Mocerino ha posto l’attenzione su un tema strategico: il ruolo dell’Italia come snodo dei flussi informativi globali.
«L’Italia è un corridoio di dati tra Europa e Medio Oriente», ha spiegato, evidenziando come questa posizione rappresenti al tempo stesso un’opportunità e una responsabilità. La vera sfida, secondo il Presidente di Netgroup, è decidere quale ruolo assumere: semplice punto di transito o vero hub del Mediterraneo per la gestione e distribuzione dei dati.
Una scelta che richiede una strategia chiara e condivisa, fondata su tre elementi chiave: «cooperazione, definizione di protocolli e fiducia». Tre leve fondamentali per costruire un ecosistema in grado di mettere in relazione imprese, istituzioni, centri di ricerca e cittadini.
Il tema della collaborazione pubblico-privato torna così al centro del dibattito, come condizione necessaria per rafforzare la resilienza del sistema Paese e affrontare le sfide della trasformazione digitale.
Ma il ruolo delle imprese resta decisivo. «Le aziende devono continuare a investire», ha sottolineato Mocerino, precisando però che non si tratta solo di tecnologie o infrastrutture. «Serve investire in visione e cultura», ha aggiunto, richiamando l’importanza di una maggiore consapevolezza sul valore del dato.
Proteggere le informazioni, infatti, significa tutelare l’identità digitale delle organizzazioni e, più in generale, la loro competitività. Un passaggio fondamentale in un’epoca in cui i dati rappresentano uno degli asset più strategici.
Dal Summit emerge quindi una prospettiva chiara: l’Italia ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano nello scenario della cybersicurezza, ma è necessario un cambio di paradigma. Dalla semplice infrastruttura di passaggio a hub strategico, capace di generare valore, innovazione e sicurezza per l’intero ecosistema digitale .
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