Dl Sicurezza, via libera definitivo della Camera: subito decreto correttivo sui rimpatri

Il Decreto Sicurezza è legge. Dopo una lunga maratona parlamentare, la Camera dei Deputati ha dato il via libera definitivo al provvedimento con 162 voti favorevoli e 102 contrari, in un clima di forte tensione politica sia dentro che fuori l’Aula.

Subito dopo l’approvazione, il governo è intervenuto con un decreto correttivo sui rimpatri, approvato in un Consiglio dei ministri lampo. Ora entrambi i testi sono attesi al Quirinale per l’esame del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Notte di tensione a Montecitorio

Il voto finale è arrivato al termine di una seduta fiume durata tutta la notte. Oltre cento parlamentari, in gran parte delle opposizioni, si erano iscritti a parlare per rallentare l’iter del decreto.

La mattina, prima del voto, i deputati di minoranza hanno protestato in Aula cantando “Bella ciao” e mostrando copie della Costituzione.

All’esterno, intanto, manifestanti hanno espresso il loro dissenso contro il provvedimento.

Il governo: “Legalità non negoziabile”

Dopo l’approvazione, la premier Giorgia Meloni ha rivendicato il risultato, parlando di un passo avanti per la sicurezza:

  • più strumenti contro criminalità e degrado
  • maggiori tutele per le forze dell’ordine
  • interventi su immigrazione e occupazioni abusive

Decreto correttivo sui rimpatri

A stretto giro, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto correttivo, con modifiche alla norma più contestata: quella sui rimpatri volontari assistiti.

Tra le principali novità:

  • il contributo di 615 euro sarà erogato solo dopo la conclusione del procedimento amministrativo
  • non sarà più necessario che l’assistenza sia fornita esclusivamente da un avvocato
  • eliminato il riferimento al Consiglio Nazionale Forense
  • sarà il Ministero dell’Interno a definire criteri e modalità di assegnazione dei compensi

Il Cdm si è riunito sotto la guida del vicepremier Antonio Tajani, con Meloni impegnata all’estero.

Ora il passaggio al Colle

I due provvedimenti – il decreto sicurezza e il correttivo – passano ora al Quirinale.

Il Capo dello Stato dovrà valutarli nel merito prima della firma definitiva. Il termine per l’esame è fissato entro il 25 aprile.

Un iter complesso e ancora aperto

Il percorso del Dl Sicurezza si è rivelato particolarmente articolato, tra scontri politici, proteste e modifiche dell’ultima ora.

Il passaggio al Quirinale rappresenta ora l’ultimo snodo istituzionale prima dell’entrata in vigore definitiva.

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