Energia, asse Roma-Baku: gas, petrolio e nuove intese industriali al centro del vertice

Rafforzare la sicurezza energetica e consolidare un rapporto strategico in un contesto internazionale sempre più instabile. È questo il cuore dell’incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente azero Ilham Aliyev, che rilancia l’asse tra Italia e Azerbaigian.

Gas e petrolio: pilastro della cooperazione

Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, le forniture energetiche provenienti da Baku sono diventate fondamentali per diversificare le fonti e ridurre la dipendenza da altri mercati. In questo quadro, il Trans Adriatic Pipeline rappresenta una delle infrastrutture chiave: attualmente garantisce circa 7,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno verso l’Europa, con margini di ulteriore espansione.

L’obiettivo condiviso è duplice:

  • aumentare i volumi di gas esportati;
  • potenziare le infrastrutture esistenti per rafforzare il corridoio energetico meridionale.

Oltre le forniture: filiera e industria

Il dialogo tra Roma e Baku non si limita però alla semplice compravendita di energia. Sul tavolo c’è una collaborazione più ampia lungo tutta la filiera:

  • investimenti industriali congiunti;
  • sviluppo di tecnologie energetiche;
  • rafforzamento dei rapporti tra imprese dei due Paesi.

Un passo che punta a trasformare la partnership da commerciale a strutturale.

L’Italia come hub europeo

Secondo Meloni, l’Italia può giocare un ruolo centrale come porta d’ingresso dell’energia azera verso il mercato europeo. Una posizione geografica e strategica che rafforza il peso del Paese negli equilibri energetici continentali.

Scenario internazionale e dossier Iran

Durante il vertice si è discusso anche di geopolitica, con particolare attenzione alla situazione in Medio Oriente. La presidente del Consiglio ha espresso l’auspicio di una rapida de-escalation della crisi in Iran, sottolineando l’importanza della stabilità regionale anche per la sicurezza energetica globale.

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