NASA’s Space Launch System rocket launches carrying the Orion spacecraft with NASA astronauts Reid Wiseman, commander; Victor Glover, pilot; Christina Koch, mission specialist; and CSA (Canadian Space Agency) astronaut Jeremy Hansen, mission specialist on NASA’s Artemis II mission, Wednesday, April 1, 2026, from Operations and Support Building II at NASA’s Kennedy Space Center in Florida. NASA’s Artemis II mission will take Wiseman, Glover, Koch, and Hansen on a 10-day journey around the Moon and back aboard SLS rocket and Orion spacecraft launched at 6:35pm EDT from Launch Complex 39B. Photo Credit: (NASA/Bill Ingalls)

La NASA tenta di salvare il telescopio Swift: missione da 30 milioni per evitare la caduta sulla Terra

Lo storico telescopio spaziale Swift, protagonista di alcune delle più importanti osservazioni astronomiche degli ultimi due decenni, potrebbe presto ricevere una seconda opportunità. La NASA ha infatti avviato una complessa operazione di recupero per impedire che il satellite, lanciato nel 2004, perda definitivamente quota fino a precipitare nell’atmosfera terrestre.

Nel corso dei suoi 22 anni di attività, Swift ha contribuito in modo determinante allo studio dei lampi di raggi gamma, tra i fenomeni più energetici e misteriosi dell’universo. Grazie alle sue osservazioni, gli scienziati sono riusciti a raccogliere dati fondamentali sulle esplosioni cosmiche e sugli eventi che avvengono ai confini dell’universo osservabile.

Negli ultimi anni, però, l’orbita del telescopio ha iniziato a degradarsi progressivamente. Attualmente Swift si trova a poco più di 300 chilometri dalla superficie terrestre, una quota che mette a rischio la sua sopravvivenza. Se dovesse perdere ulteriore altitudine, l’attrito con gli strati più esterni dell’atmosfera renderebbe impossibile qualsiasi tentativo di recupero.

Per scongiurare questo scenario, nel settembre 2025 la NASA ha affidato alla società Katalyst lo sviluppo di una missione di salvataggio dal valore di 30 milioni di dollari. Il progetto prevede l’utilizzo della sonda Link, un veicolo spaziale da 425 chilogrammi equipaggiato con tre bracci robotici e propulsori di ultima generazione.

La missione prenderà il via il 27 giugno con il lancio della sonda a bordo di un razzo Pegasus XL. Una volta raggiunto il telescopio, Link dovrà agganciarlo e riportarlo alla quota originaria di circa 600 chilometri dalla Terra. L’intera operazione richiederà diversi mesi e, se avrà successo, consentirà a Swift di continuare a operare per almeno altri cinque anni.

«Swift è stato progettato per studiare i lampi di raggi gamma, fenomeni che in pochi secondi liberano più energia di quella emessa dal Sole durante tutta la sua esistenza», ha spiegato Brad Cenko, responsabile della missione. Nel corso della sua carriera scientifica il telescopio ha individuato oltre 2.000 eventi di questo tipo, contribuendo ad ampliare in modo significativo la conoscenza dell’universo.

Oltre al valore scientifico immediato, il recupero di Swift rappresenta anche un importante banco di prova per il futuro dell’esplorazione spaziale. Le tecnologie sviluppate per estendere la vita operativa di satelliti e telescopi potrebbero infatti ridurre i costi delle missioni e limitare la produzione di detriti spaziali.

Proprio in questa direzione si sta muovendo Katalyst, che punta a specializzarsi nei servizi di manutenzione orbitale. L’azienda ha recentemente ottenuto nuovi finanziamenti per sviluppare Nexus, una piattaforma progettata per assistere e prolungare la vita dei satelliti già in servizio nello spazio.

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