Carburanti oltre i 2 euro al litro, il Governo valuta nuove misure contro il caro benzina

Il forte aumento dei prezzi dei carburanti, alimentato dalle tensioni legate alla guerra del Golfo, spinge il Governo a valutare nuovi interventi per alleggerire il costo di benzina e diesel. Dopo il superamento della soglia dei 2 euro al litro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno fatto il punto della situazione in un vertice a Palazzo Chigi, con particolare attenzione alle possibili misure da adottare per contenere i rincari.

Sul tavolo il ritorno delle accise mobili

Tra le ipotesi allo studio c’è l’attivazione del meccanismo delle accise mobili, uno strumento che consente di ridurre temporaneamente il peso delle imposte sui carburanti utilizzando le maggiori entrate IVA generate dall’aumento del prezzo del petrolio.

Secondo quanto trapela, il Governo continuerà il confronto nei prossimi giorni per valutare tempi e modalità di un eventuale intervento, cercando di limitare l’impatto degli aumenti su famiglie e imprese.

L’effetto della crisi in Medio Oriente

Dall’inizio del conflitto con l’Iran l’esecutivo era già intervenuto più volte con riduzioni temporanee delle accise: inizialmente di 20 centesimi al litro, poi di 10 e infine di 5 centesimi. Misure che hanno comportato un costo elevato per le finanze pubbliche e che, secondo il Governo, non risultano sostenibili nel lungo periodo.

Per questo motivo si valuta ora il ricorso alle accise mobili, introdotte nel 2008 e successivamente riformate nel 2023, che consentono di finanziare gli sconti grazie all’incremento del gettito IVA derivante dall’aumento del prezzo del greggio. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il beneficio sarebbe limitato, con una riduzione stimata tra 7 e 10 centesimi al litro, e non immediata, poiché dipende dall’incasso delle maggiori entrate fiscali.

I prezzi continuano a salire

Secondo gli ultimi dati disponibili, il prezzo medio nazionale in modalità self service ha raggiunto 1,968 euro al litro per la benzina e 2,161 euro al litro per il gasolio. In autostrada i prezzi risultano ancora più elevati, con una media di 2,059 euro per la benzina e 2,228 euro per il diesel.

L’Unione Nazionale Consumatori evidenzia che, nel giro di 24 ore, il prezzo del gasolio è aumentato di circa 2 centesimi al litro, traducendosi in un aggravio di circa 1 euro per un pieno rispetto a pochi giorni fa.

Nessun problema di approvvigionamento, ma resta l’incognita guerra

Nel frattempo, il gruppo di coordinamento europeo sul petrolio rassicura sulla disponibilità delle forniture energetiche. Al momento non si registrano criticità nell’approvvigionamento di greggio e prodotti petroliferi grazie alle scorte disponibili e alle importazioni dai mercati internazionali.

Resta però l’incertezza legata all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente: un eventuale prolungamento della crisi potrebbe determinare nuove tensioni sui mercati energetici e ulteriori aumenti dei prezzi nelle prossime settimane.

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