Governo, scontro sui fondi SAFE: la richiesta dei prestiti Ue divide maggioranza e opposizioni

La decisione del Governo di ricorrere ai prestiti europei del programma SAFE per finanziare investimenti nel settore della sicurezza e della difesa accende il confronto politico. La scelta ha infatti aperto un dibattito sia all’interno della maggioranza sia tra le forze di opposizione, con posizioni differenti sull’utilizzo delle risorse messe a disposizione dall’Unione europea.

La Lega: “Deciderà il Parlamento”

Dalla Lega arriva una presa di posizione netta. Il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha ribadito che sull’impiego dei fondi SAFE l’ultima parola dovrà spettare al Parlamento, sottolineando come l’investimento previsto per il settore della difesa non facesse parte del programma di governo.

Gli alleati difendono la scelta

Diversa la posizione degli altri partiti della coalizione.

Noi Moderati sostiene che le risorse europee siano destinate a rafforzare la sicurezza nazionale, mentre Forza Italia, attraverso il senatore Maurizio Gasparri, respinge le critiche rivolte al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando di una linea politica chiara e coerente.

Anche all’interno di Fratelli d’Italia emergono sfumature differenti: il ministro Tommaso Foti invita a valutare con attenzione i vincoli connessi ai prestiti europei, mentre il deputato Giovanni Donzelli difende la scelta dell’esecutivo.

Opposizioni divise

Sul fronte delle opposizioni non manca il confronto.

Azione, Italia Viva e +Europa giudicano positivamente il ricorso ai fondi SAFE, pur evidenziando le divergenze emerse nel Governo durante il confronto politico.

Più critiche le posizioni del Partito Democratico, che parla di difficoltà nella gestione della maggioranza, e soprattutto del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, che contestano la destinazione delle risorse europee al rafforzamento delle capacità militari.

Tensioni anche sul decreto Giustizia

Le divisioni nella maggioranza si sono riflesse anche nell’esame del decreto Giustizia e Migranti al Senato.

Fratelli d’Italia ha ripresentato un emendamento sulle cosiddette “intercettazioni a strascico”, tema sul quale Forza Italia continua a esprimere perplessità, alimentando un nuovo motivo di confronto all’interno della coalizione di governo.

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