Le quotazioni del greggio continuano a salire mentre si intensificano le tensioni in Medio Oriente. Il Brent guadagna oltre il 2% e torna sopra la soglia simbolica dei 100 dollari al barile
Continua la corsa del petrolio sui mercati internazionali. Nella mattinata di mercoledì 9 settembre il prezzo del Brent ha superato la soglia dei 100 dollari al barile, un livello che non veniva raggiunto dallo scorso 24 luglio.
Il greggio di riferimento internazionale è salito di circa il 2,2%, portandosi intorno ai 100,07-100,08 dollari al barile. In rialzo anche il West Texas Intermediate (WTI) statunitense, arrivato intorno ai 94,7 dollari.
A spingere le quotazioni sono soprattutto le crescenti tensioni in Medio Oriente e i timori degli operatori per possibili nuove interruzioni delle forniture di greggio provenienti dalla regione.
Le tensioni in Medio Oriente spingono il greggio
La nuova accelerazione arriva dopo l’intensificarsi degli attacchi nell’area mediorientale, che ha riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche e delle principali rotte utilizzate per il trasporto del petrolio.
Il mercato guarda con particolare attenzione ai flussi provenienti dal Golfo e alle difficoltà che continuano a interessare il transito attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei punti strategici per l’approvvigionamento energetico mondiale.
Dall’inizio di agosto il Brent ha registrato un aumento di circa il 25%, accompagnato dal progressivo venir meno delle aspettative di una soluzione stabile al conflitto.
Il Brent torna sopra quota 100 dollari
Il superamento dei 100 dollari rappresenta anche una soglia psicologica importante per i mercati.
L’aumento del prezzo del greggio potrebbe avere ripercussioni più ampie sull’economia internazionale, soprattutto se le quotazioni dovessero mantenersi elevate a lungo. Energia e trasporti rappresentano infatti due dei principali canali attraverso i quali un rincaro del petrolio può riflettersi sui costi sostenuti da imprese e consumatori.
La situazione resta quindi legata all’evoluzione del conflitto e alla capacità dei produttori internazionali di compensare eventuali riduzioni dell’offerta proveniente dal Medio Oriente.
Con il Brent nuovamente sopra i 100 dollari, l’attenzione dei mercati rimane alta: un’ulteriore escalation potrebbe continuare ad alimentare la volatilità delle quotazioni energetiche nelle prossime settimane.
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