CREDIT PHOTO: PAGINA UFFICIALE MINISTERO DELL'ECONOMIA

Stipendi dei giovani, Giorgetti studia una flat tax sugli aumenti: come potrebbe funzionare

Il ministro dell’Economia punta a un accordo con le imprese per favorire l’aumento delle retribuzioni dei lavoratori più giovani. L’ipotesi prevede una tassazione ridotta sulla quota aggiuntiva dello stipendio, ma aliquota, limiti di reddito e platea sono ancora da definire

Una tassazione più leggera sugli aumenti di stipendio riconosciuti ai lavoratori più giovani. È questa una delle ipotesi allo studio del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in vista della prossima Legge di Bilancio, con l’obiettivo di sostenere le retribuzioni soprattutto nelle prime fasi della carriera.

L’idea parte dalla costruzione di un meccanismo condiviso con le imprese: le aziende sarebbero incentivate ad aumentare le buste paga dei dipendenti più giovani e, in cambio, la quota aggiuntiva dello stipendio potrebbe beneficiare di un’imposta sostitutiva più favorevole rispetto alle normali aliquote Irpef.

Non si tratterebbe quindi di una flat tax applicata all’intera retribuzione, ma esclusivamente all’aumento riconosciuto al lavoratore.

Come potrebbe funzionare la flat tax sugli aumenti

Il principio alla base della proposta è quello di collegare direttamente il vantaggio fiscale all’incremento della retribuzione.

Se un’impresa decidesse, ad esempio, di aumentare lo stipendio di un giovane dipendente, la somma aggiuntiva potrebbe essere tassata con un’aliquota fissa e ridotta anziché concorrere alla normale imposizione Irpef prevista sulla base del reddito complessivo.

In questo modo una parte maggiore dell’aumento finirebbe effettivamente nella busta paga del lavoratore, mentre per le imprese verrebbe creato un incentivo a riconoscere retribuzioni più elevate.

Il modello richiamato da Giorgetti è quello già sperimentato con la Manovra 2026, che aveva introdotto una tassazione agevolata al 5% per determinate somme corrisposte ai lavoratori in seguito ai rinnovi dei contratti collettivi nazionali.

Per estendere il meccanismo, tuttavia, sarà necessario tenere conto anche dei vincoli europei che regolano l’applicazione delle agevolazioni.

Età e reddito: chi potrebbe beneficiare della misura

Uno degli aspetti ancora da definire riguarda la platea dei beneficiari.

Il riferimento ai “giovani lavoratori”, infatti, non è stato ancora accompagnato da una soglia anagrafica precisa. Non è quindi possibile stabilire al momento fino a quale età potrebbe essere applicata l’eventuale agevolazione.

Tra le ipotesi potrebbe esserci un limite legato all’età, agli anni trascorsi dall’ingresso nel mercato del lavoro oppure una combinazione tra requisito anagrafico e reddito.

Anche l’eventuale soglia reddituale resta da stabilire, così come il valore dell’aliquota sostitutiva.

Quali aumenti potrebbero rientrare nell’agevolazione

Un altro nodo riguarda la tipologia di incrementi salariali ammessi al nuovo regime fiscale.

La misura potrebbe essere riservata agli aumenti decisi autonomamente dalle singole aziende oppure comprendere anche alcune componenti della retribuzione derivanti dalla contrattazione collettiva.

Sono quindi ancora da definire diversi elementi essenziali: aliquota, tetto di reddito, limite di età, tipologia degli aumenti e modalità attraverso le quali le imprese potranno accedere al meccanismo.

Fino alla definizione di questi criteri non è possibile quantificare il beneficio concreto per i singoli lavoratori.

L’obiettivo: aumentare i salari e trattenere i giovani in Italia

Dietro la proposta c’è un problema più ampio: rendere più adeguate e competitive le retribuzioni dei giovani che entrano nel mercato del lavoro.

La leva fiscale potrebbe essere utilizzata per accompagnare le imprese disponibili ad aumentare gli stipendi, con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto e rendere più attrattive le opportunità professionali offerte in Italia.

La misura potrebbe inserirsi anche nelle politiche per contrastare la fuga all’estero dei giovani qualificati, favorendo condizioni economiche migliori per chi decide di costruire la propria carriera nel Paese.

Giorgetti ha inoltre indicato la necessità di creare condizioni favorevoli per riavvicinare le nuove generazioni all’imprenditorialità.

Per ora, però, la flat tax sugli aumenti degli stipendi resta un’ipotesi in fase di definizione. Il confronto con le imprese e la preparazione della prossima Legge di Bilancio saranno decisivi per capire se la proposta diventerà una misura concreta e quali saranno i requisiti per beneficiarne.

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