CREDIT PHOTO: PAGINA UFFICIALE MINISTERO DELL'ECONOMIA

Manovra, Giorgetti propone una flat tax sugli aumenti di stipendio per i giovani

Il ministro dell’Economia apre a una tassazione agevolata sugli incrementi salariali riconosciuti dalle aziende ai lavoratori più giovani. Tra le priorità della prossima legge di Bilancio anche ceto medio, debito pubblico e misure contro gli effetti del caro energia.

Una tassazione agevolata sugli aumenti di stipendio riconosciuti dalle aziende ai lavoratori più giovani. È una delle ipotesi che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti mette sul tavolo in vista della prossima legge di Bilancio.

Intervenendo alla festa dell’Udc, il titolare del Mef ha spiegato che il governo si avvicina a quella che potrebbe essere «l’ultima legge finanziaria» della legislatura con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo e intervenire sulle categorie che finora avrebbero ricevuto minore attenzione.

Tra queste, Giorgetti ha indicato proprio i giovani lavoratori, rilanciando il tema delle retribuzioni e della fuga delle nuove generazioni verso l’estero.

Flat tax sugli aumenti per i giovani

L’ipotesi è quella di applicare un trattamento fiscale più favorevole agli aumenti salariali che le imprese decidessero di riconoscere ai dipendenti al di sotto di una determinata età.

Giorgetti ha richiamato il modello della tassazione agevolata già utilizzato per gli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, ipotizzando di trasferirne la logica, con gli opportuni correttivi, agli incrementi di stipendio destinati ai giovani.

Il meccanismo richiederebbe però un doppio impegno: da una parte la disponibilità delle aziende ad aumentare le retribuzioni, dall’altra quella dello Stato a riconoscere un beneficio fiscale sulle somme aggiuntive.

Al momento si tratta ancora di una proposta da discutere all’interno della maggioranza e non sono stati definiti elementi fondamentali come l’età massima dei beneficiari, l’aliquota applicabile, gli eventuali limiti di reddito e l’entità degli aumenti ammessi all’agevolazione.

Giorgetti: “Investire nella risorsa umana”

Per il ministro, sostenere le retribuzioni significa anche intervenire sulla capacità delle imprese italiane di trattenere i giovani.

«La prima forma di investimento in un’azienda è l’investimento nella risorsa umana», ha sottolineato Giorgetti, ricordando il problema dei ragazzi che scelgono di cercare opportunità professionali all’estero.

La proposta fiscale avrebbe quindi l’obiettivo di incentivare le imprese a riconoscere economicamente il lavoro delle nuove generazioni e, contemporaneamente, aumentare il netto effettivamente percepito dai dipendenti.

Manovra, attenzione anche al ceto medio

Nel percorso verso la legge di Bilancio, Giorgetti ha indicato anche la necessità di effettuare una sorta di “inventario” degli interventi già introdotti dal governo.

Il rischio, secondo il ministro, è che alcune fasce di reddito beneficino contemporaneamente di più misure mentre altre rimangano escluse.

Particolare attenzione sarà rivolta anche al ceto medio, considerato da Giorgetti fondamentale non soltanto dal punto di vista economico, ma anche per l’equilibrio sociale e politico del Paese.

Debito pubblico, tassi ed energia

A restringere i margini della prossima manovra resta però il quadro economico internazionale.

Giorgetti ha richiamato le conseguenze dei conflitti sui prezzi dell’energia e sull’inflazione, oltre al rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea.

Tassi più elevati significano infatti maggiori costi per famiglie e imprese indebitate, ma anche per lo Stato, chiamato a sostenere maggiori oneri sul proprio debito.

Da qui la necessità, ribadita dal ministro, di mantenere sotto controllo i conti pubblici e preservare la fiducia dei mercati e dei risparmiatori.

La prossima legge di Bilancio si muoverà dunque tra due esigenze: trovare nuove risorse per sostenere salari, giovani e ceto medio e, allo stesso tempo, evitare di compromettere l’equilibrio dei conti pubblici.

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