Cybersecurity e AI agentica, Calabrò (Ministero della Difesa) all’evento alla Camera: «In arrivo 1.500 militari specializzati»

La cybersecurity assume un ruolo sempre più centrale nelle strategie di sicurezza nazionale e nelle attività della Difesa. Tra le iniziative previste, anche l’introduzione di circa 1.500 nuovi militari specializzati nel settore cyber. È quanto emerso dall’intervento di Giuseppe Calabrò, Consigliere per la Sicurezza Energetica del Ministero della Difesa, in occasione dell’incontro “Quando l’attacco corre più veloce della difesa. AI agentica, autonomia cyber e nuova resilienza del Paese”, svoltosi presso la Sala Stampa della Camera dei deputati.

«La cybersecurity è diventata un punto centrale nelle scelte di governo e, soprattutto, nelle strategie della Difesa. C’è molta attenzione su questo fronte e presto saranno introdotte nuove figure specializzate, con circa 1.500 militari dedicati alla gestione delle minacce e degli attacchi cyber», ha spiegato Calabrò.

Un’evoluzione che riguarda anche il sistema universitario. Nel corso del suo intervento, Calabrò ha richiamato i recenti bandi del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), finalizzati a favorire la collaborazione tra atenei e la condivisione delle competenze nel settore della sicurezza informatica.

Il rafforzamento delle capacità di difesa digitale, tuttavia, non riguarda soltanto la protezione dei dati. La crescente interconnessione tra tecnologie informatiche e infrastrutture fisiche rende infatti sempre più concreto il rischio che un attacco cyber possa compromettere il funzionamento di servizi essenziali.

«Dalla sicurezza digitale si passa alla sicurezza fisica delle grandi infrastrutture. Pensiamo ai data center, ai trasporti e agli ospedali: un attacco informatico può provocare un degrado delle infrastrutture e comprometterne l’operatività. È quindi fondamentale comprendere quali funzioni possano essere mantenute anche con risorse energetiche ridotte e quali interventi siano necessari per ripristinare le attività essenziali», ha evidenziato Calabrò.

Il tema è stato affrontato nell’ambito dell’incontro dedicato alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale agentica, una tecnologia che consente ai sistemi di eseguire attività con livelli crescenti di autonomia e che introduce nuove esigenze di controllo e protezione.

Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle imprese, tra cui Fabio Porta, Ettore Rosato, Segretario del COPASIR, Fabio Pasqualetti dell’Università Pontificia Salesiana, Pierguido Iezzie Martina Fonzo di Zenita Group e Gabriele Ferrieri, Presidente dell’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori. A moderare l’incontro Massimo Fellini, giornalista di Italian Tech – la Repubblica.

L’intervento di Calabrò ha posto in evidenza un aspetto cruciale della resilienza nazionale: la capacità di garantire la continuità dei servizi essenziali anche quando un’infrastruttura viene colpita da un attacco informatico.

Una prospettiva che richiede investimenti nelle competenze, collaborazione tra istituzioni e università e sistemi capaci non soltanto di prevenire le minacce, ma anche di contenere i danni e ripristinare rapidamente le funzioni compromesse.

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