La fondazione che gestisce Wikipedia denuncia modifiche non concordate, tentativi di accesso agli strumenti interni e milioni di richieste automatizzate. Non risultano compromissioni dei dati.
La Wikimedia Foundation ha segnalato una serie di attività non autorizzate sui propri sistemi informatici, attribuite ad agenti di intelligenza artificiale sviluppati da OpenAI. Gli episodi avrebbero coinvolto pagine di prova, strumenti collaborativi interni e infrastrutture utilizzate per gestire i progetti dell’organizzazione, tra cui Wikipedia.
A rendere note le anomalie è stata Selena Deckelmann, dirigente della fondazione, che ha illustrato i risultati delle verifiche interne e le difficoltà legate alla crescente presenza di sistemi automatizzati sul web.
Secondo quanto riferito da Wikimedia, non sono emerse prove di compromissione dei dati né elementi che dimostrino un utilizzo dei sistemi dell’organizzazione da parte degli agenti AI per comunicare o coordinarsi tra loro.
Modifiche non autorizzate e tentativi di accesso agli strumenti interni
Le attività individuate comprenderebbero modifiche effettuate senza autorizzazione su alcune pagine di prova, tentativi non riusciti di sfruttare strumenti interni e un numero anomalo di richieste automatizzate.
La fondazione ha segnalato anche tentativi di aggiramento delle protezioni di Etherpad, uno strumento utilizzato per la scrittura collaborativa di documenti.
Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato milioni di interrogazioni ai sistemi informatici, con conseguenze sul carico di lavoro delle infrastrutture.
Alcune anomalie sarebbero compatibili con gli effetti di un disservizio verificatosi nel maggio precedente, anche se gli elementi comunicati non consentono di stabilire un collegamento definitivo tra tutti gli episodi.
Il traffico dei bot mette sotto pressione Wikipedia
La questione si inserisce in un problema più ampio che riguarda il funzionamento dei progetti Wikimedia e, più in generale, delle piattaforme che rendono disponibili gratuitamente contenuti e informazioni online.
Nel 2025 la fondazione aveva già segnalato un aumento del 50% nell’utilizzo della banda, collegato alla crescita del traffico generato dai bot.
Secondo i dati diffusi dall’organizzazione, il 65% del traffico maggiormente impegnativo per le infrastrutture di Wikipedia proveniva da sistemi automatizzati utilizzati per raccogliere informazioni dal web.
Questi strumenti, impiegati anche per alimentare servizi basati sull’intelligenza artificiale, possono effettuare grandi quantità di richieste in tempi ridotti, aumentando il consumo di risorse informatiche.
Le preoccupazioni della Wikimedia Foundation
«L’aumento del traffico di bot e dell’attività degli agenti sta avendo un impatto reale sui progetti di Wikimedia», ha dichiarato Selena Deckelmann.
La fondazione ha sottolineato che individuare, analizzare e limitare le attività non autorizzate richiede un crescente impegno tecnico e organizzativo.
La preoccupazione riguarda anche la sostenibilità dell’ecosistema del web aperto, nel quale piattaforme collaborative come Wikipedia mettono a disposizione contenuti liberamente consultabili.
La diffusione degli agenti AI, capaci di navigare autonomamente tra siti e strumenti digitali, introduce infatti nuove esigenze di gestione degli accessi, controllo del traffico e protezione delle infrastrutture.
Nessuna compromissione dei dati accertata
Nonostante le anomalie individuate, Wikimedia ha precisato che le verifiche interne non hanno rilevato violazioni dei dati.
Non sono inoltre emerse prove che gli agenti coinvolti abbiano sfruttato le infrastrutture della fondazione per coordinare le proprie attività.
Le segnalazioni sollevano comunque interrogativi sulle modalità con cui i sistemi di intelligenza artificiale interagiscono con le piattaforme online e sulle misure necessarie per garantire che l’automazione non comprometta il funzionamento dei servizi digitali aperti al pubblico.
Allo stato delle informazioni disponibili, le attività sono attribuite dalla Wikimedia Foundation ad agenti sviluppati da OpenAI, ma non risulta accertato che siano state autorizzate o coordinate direttamente dall’azienda.
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