Legge elettorale, via libera definitivo della Camera: la riforma passa con 227 sì e 164 no

Dopo sette mesi di esame parlamentare, approvato il nuovo sistema proporzionale con premio di maggioranza, preferenze e indicazione del candidato premier. Le opposizioni annunciano ricorsi.

La Camera dei deputati ha approvato definitivamente la riforma della legge elettorale, con 227 voti favorevoli e 164 contrari. Il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra, conclude un percorso parlamentare durato sette mesi e introduce modifiche al sistema di elezione di Camera e Senato.

Il nuovo modello prevede un impianto proporzionale con premio di maggioranza, il ritorno delle preferenze, la presenza di capilista bloccati e l’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio.

Il voto conclusivo si è svolto a scrutinio segreto, al termine di un confronto parlamentare caratterizzato da posizioni contrapposte tra maggioranza e opposizioni.

Come funziona la nuova legge elettorale

La riforma introduce un sistema proporzionale che prevede l’attribuzione di un premio di maggioranza al raggiungimento della soglia del 42% dei voti.

Al di sotto di questa percentuale, il sistema opera secondo un criterio proporzionale senza l’assegnazione del premio.

Tra le principali novità figura il ritorno delle preferenze, che consentiranno agli elettori di esprimere una scelta sui candidati, pur mantenendo i capilista bloccati.

Il testo prevede inoltre l’indicazione del candidato premier collegato alle coalizioni. Tale indicazione non modifica le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica nella nomina del Presidente del Consiglio.

Le reazioni della maggioranza

L’approvazione è stata accolta positivamente dai partiti che sostengono il Governo.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato la compattezza del centrodestra, dichiarando sui social che il risultato conferma l’unità della coalizione e la volontà di portare avanti gli impegni assunti con gli elettori.

Secondo Meloni, la nuova normativa consentirà ai cittadini di esprimere una scelta sulla coalizione, sul programma e sul candidato alla guida del Governo.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha evidenziato l’obiettivo della stabilità politica, mentre il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, ha richiamato la coesione del proprio partito.

Anche Maurizio Lupi, di Noi Moderati, ha ribadito l’intenzione della maggioranza di proseguire il lavoro comune fino alla conclusione della legislatura.

Le critiche delle opposizioni

Di segno opposto le reazioni dei gruppi di opposizione, che hanno contestato diversi aspetti della riforma e annunciato iniziative giudiziarie per verificarne la conformità alla Costituzione.

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha accusato la maggioranza di intervenire sulle regole elettorali senza un adeguato confronto politico.

Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha criticato, tra gli altri elementi, le modifiche relative alla rappresentanza femminile nelle candidature.

Critiche analoghe sono arrivate da Maria Elena Boschi, mentre Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha annunciato la conclusione dello sciopero della fame avviato contro la riforma, confermando l’intenzione di proseguire la contestazione nelle sedi giudiziarie.

Uno dei punti sollevati dalle opposizioni riguarda la modifica delle disposizioni sull’alternanza di genere nei capilista, ritenuta potenzialmente penalizzante per la rappresentanza femminile.

I possibili ricorsi alla Corte costituzionale

Dopo l’approvazione parlamentare, il provvedimento dovrà completare i passaggi previsti per la promulgazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Una rete di associazioni, giuristi e rappresentanti della società civile ha annunciato l’intenzione di promuovere ricorsi una volta entrata in vigore la nuova normativa.

L’obiettivo dichiarato è ottenere, attraverso i procedimenti davanti ai giudici competenti, un eventuale esame della legge da parte della Corte costituzionale.

Le contestazioni riguardano in particolare alcuni meccanismi di attribuzione dei seggi e le disposizioni relative alle candidature. La loro fondatezza dovrà essere valutata nelle sedi giudiziarie.

Resta aperto il confronto sulla data delle elezioni

L’approvazione della riforma riporta l’attenzione anche sulle ipotesi relative alla conclusione anticipata della legislatura.

Nel centrodestra sono emerse posizioni differenti sui tempi di un eventuale ritorno alle urne. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari ha evocato la possibilità di elezioni a giugno, mentre Antonio Tajani ha ribadito la preferenza di Forza Italia per il completamento della legislatura.

Al momento non risulta assunta alcuna decisione ufficiale su elezioni anticipate.

Con il voto definitivo della Camera si conclude dunque l’iter parlamentare della riforma, mentre restano aperti il confronto politico sulle nuove regole e la prospettiva dei ricorsi annunciati dalle opposizioni.

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