Usa, sospese temporaneamente le sanzioni sul gasolio russo. Zelensky attacca Trump: «Un regalo a Putin»

Washington autorizza fino al 7 aprile 2027 la commercializzazione del diesel russo. Trump punta a ridurre i prezzi dell’energia, mentre Kiev denuncia il rischio di favorire Mosca nel conflitto.

Gli Stati Uniti hanno annunciato una sospensione temporanea delle restrizioni sulle forniture di gasolio russo al mercato internazionale, aprendo un nuovo fronte di tensione diplomatica con l’Ucraina. La decisione, comunicata il 9 ottobre dal Dipartimento del Tesoro americano, arriva dopo una conversazione telefonica tra il presidente Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin.

La misura prevede il rilascio di una licenza generale temporanea, valida fino al 7 aprile 2027, che autorizza la commercializzazione del diesel proveniente dalla Russia.

La scelta di Washington ha provocato una dura reazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha definito l’allentamento delle sanzioni «ingiusto e disonesto», sostenendo che possa offrire a Mosca nuove risorse economiche per proseguire la guerra.

Trump annuncia nuove forniture di gasolio russo

Secondo quanto dichiarato da Trump, durante il colloquio telefonico Putin avrebbe accettato di mettere a disposizione 300mila tonnellate di gasolio nell’immediato, seguite da altre 500mila tonnellate a novembre e da un ulteriore milione di tonnellate in una fase successiva.

Il presidente americano ha presentato l’intesa come uno strumento per contenere il costo dei carburanti.

Attraverso il social network Truth Social, Trump ha sostenuto che l’arrivo di nuove forniture contribuirà a una rapida riduzione dei prezzi del diesel negli Stati Uniti e sui mercati internazionali.

Le dichiarazioni arrivano in un contesto di forti pressioni sui prezzi energetici, aggravate dal conflitto con l’Iran e dalle conseguenze sulle forniture globali.

Il costo del gasolio rappresenta inoltre un tema rilevante nel dibattito politico americano in vista delle elezioni di metà mandato, anche per i suoi effetti sui trasporti, sulla distribuzione delle merci e sul costo della vita.

Zelensky critica la decisione americana

La reazione di Kiev è stata immediata.

In un’intervista telefonica ad Axios, Zelensky ha criticato la scelta della Casa Bianca, paragonandola a un regalo di compleanno per Putin, che ha compiuto gli anni il 7 ottobre.

Il presidente ucraino ha poi ribadito la propria posizione attraverso un messaggio pubblicato su X, sostenendo che qualsiasi riduzione delle sanzioni senza un accordo concreto e duraturo di de-escalation rischia di rafforzare la posizione russa.

Secondo Zelensky, permettere a Mosca di aumentare le esportazioni di prodotti petroliferi potrebbe contribuire a finanziare il proseguimento delle operazioni militari.

Il leader ucraino ha chiesto che eventuali concessioni economiche siano accompagnate da impegni reciproci e verificabili per ridurre le ostilità.

Putin: «Effetti positivi sull’economia mondiale»

Da Mosca è arrivata una valutazione opposta.

Secondo quanto riferito dal Cremlino, Putin ha confermato durante il colloquio con Trump la disponibilità della Russia a fornire petrolio e prodotti petroliferi sia agli Stati Uniti sia ai mercati internazionali.

Il presidente russo ha sostenuto che l’aumento delle esportazioni potrebbe contribuire alla stabilizzazione del settore energetico e produrre effetti positivi sull’economia mondiale.

La decisione americana introduce così un elemento di discontinuità nella politica delle restrizioni economiche contro Mosca, pur trattandosi di un’autorizzazione temporanea e circoscritta al gasolio.

Droni su Mosca, chiusi temporaneamente quattro aeroporti

Sul fronte militare, nella stessa giornata sono state segnalate nuove operazioni con droni nell’area di Mosca.

Secondo l’agenzia ucraina Ukrinform, le autorità russe hanno disposto l’attivazione del piano di sicurezza denominato «Tappeto», che prevede la sospensione delle operazioni aeroportuali in presenza di minacce aeree.

Le restrizioni hanno interessato i quattro principali scali della capitale russa: Sheremetyevo, Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky.

Residenti di diversi quartieri hanno riferito di aver udito esplosioni e osservato l’attività dei sistemi di difesa aerea.

L’agenzia federale russa per il trasporto aereo, Rosaviatsiya, ha confermato l’applicazione delle misure di sicurezza agli aeroporti interessati.

Sanzioni, energia e guerra: il confronto resta aperto

La decisione statunitense mette in evidenza le differenti priorità di Washington e Kiev.

Da una parte, l’amministrazione Trump presenta l’autorizzazione alle forniture russe come un intervento per aumentare la disponibilità di carburante e contenere i prezzi. Dall’altra, il Governo ucraino teme che l’allentamento delle restrizioni possa rafforzare economicamente la Russia.

Resta da verificare quale sarà l’effettivo impatto della licenza temporanea sui mercati energetici e se la decisione influirà sui rapporti diplomatici tra Stati Uniti, Ucraina e Russia.

Per il momento, la scadenza indicata da Washington per l’autorizzazione è fissata al 7 aprile 2027.

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