Allarme dazi USA, Confindustria: impatto potenziale da 23 miliardi per l’Italia

Un nuovo studio di Confindustria lancia l’allarme sull’impatto economico che potrebbero avere i dazi minacciati dagli Stati Uniti sull’import europeo, con particolare riferimento al settore manifatturiero italiano. Secondo l’analisi, le misure commerciali – se confermate – potrebbero costare all’Italia fino a 23 miliardi di euro in termini di export e indotto.

La tensione è nata a seguito di un contenzioso tra Washington e Bruxelles sul tema dei sussidi europei alle tecnologie verdi, che gli Stati Uniti ritengono penalizzanti per la loro industria. L’amministrazione statunitense ha ventilato l’ipotesi di un’imposta del 15% su diversi prodotti europei, tra cui acciaio, macchinari, vino e auto di lusso.

Le associazioni di categoria, tra cui Manageritalia, esprimono forte preoccupazione. “Non si tratta solo di numeri, ma di posti di lavoro, competitività e attrattività del sistema Italia”, ha dichiarato il presidente Stefano Cuzzilla, che chiede un intervento diplomatico urgente da parte del governo italiano e dell’Unione Europea.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha assicurato che l’esecutivo sta monitorando attentamente la situazione e che sono in corso colloqui con gli alleati europei per presentare una risposta comune. Bruxelles ha fatto sapere che, in caso di imposizione unilaterale di dazi, è pronta a ricorrere all’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Nel frattempo, le aziende colpite iniziano a pianificare eventuali strategie di contenimento, rivedendo le filiere di approvvigionamento e i piani di investimento sul mercato americano. La questione potrebbe diventare cruciale in vista delle elezioni presidenziali USA del prossimo novembre, che potrebbero rimescolare le carte sul fronte delle politiche commerciali.

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