La corsa verso l’intelligenza artificiale generale (AGI), capace di emulare l’intelligenza umana, sta sollevando dibattiti etici e politici. In Europa, quattro consorzi, tra cui uno italiano, stanno sviluppando “fabbriche di IA” per accelerare la ricerca, con finanziamenti di 1,5 miliardi di euro dall’UE.
Tuttavia, esperti come Elena Bianchi dell’Università di Torino avvertono sui rischi di un’IA non regolamentata, come la perdita di posti di lavoro e l’amplificazione delle disuguaglianze.
Negli USA, aziende come OpenAI spingono per un’accelerazione, mentre la Cina punta su applicazioni militari. L’Italia, grazie al Politecnico di Milano, è in prima linea nella ricerca sull’IA responsabile, ma manca un quadro normativo chiaro. Il 2025 sarà un anno cruciale per definire il futuro dell’IA, tra opportunità e pericoli
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