Crescita economica globale in calo: la Banca Mondiale lancia l’allarme per il 2025

La crescita economica globale sta rallentando, e la Banca Mondiale ha lanciato un avvertimento chiaro: nel 2025 ci si attende un aumento del PIL mondiale pari al 2,3%, il livello più basso degli ultimi 16 anni, escludendo l’impatto della pandemia. Il dato emerge dal rapporto aggiornato Global Economic Prospects, pubblicato il 10 giugno 2025, e sta già sollevando preoccupazioni tra governi, imprese e investitori internazionali.

Perché l’economia globale rallenta?

Tra i fattori che stanno pesando maggiormente sulla crescita troviamo:

  • Tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina: l’inasprimento dei dazi, con nuove tariffe imposte fino al 10%, sta rallentando il commercio internazionale e frenando le esportazioni, soprattutto in Europa e Asia.
  • Inflazione ancora elevata: sebbene in calo rispetto ai picchi del 2022–2023, l’inflazione globale si mantiene attorno al 2,9%, incidendo sul potere d’acquisto e sulla fiducia dei consumatori.
  • Instabilità politica e geopolitica: i conflitti regionali, i cambi di leadership e le incertezze normative contribuiscono a creare un clima sfavorevole per gli investimenti.

I Paesi più colpiti

  • Le economie avanzate come Stati Uniti, Giappone e area euro stanno rallentando in modo marcato: la crescita prevista negli USA è dell’1,4%, mentre l’Europa viaggia attorno allo 0,7%.
  • Le economie emergenti mantengono un ritmo più elevato (in media +3,8%), ma circa il 60% di esse subirà una revisione al ribasso.
  • Particolarmente colpiti i paesi a basso reddito, che vedranno una crescita del 5,3%, ma con gravi difficoltà legate all’accesso al credito e ai mercati internazionali.

Come invertire la tendenza? Le proposte della Banca Mondiale

Per contrastare questa frenata globale, la Banca Mondiale propone una serie di strategie:

  1. Ridurre i dazi e rafforzare il commercio multilaterale: eliminare gli ostacoli tariffari potrebbe aumentare la crescita globale di almeno 0,2 punti percentuali nei prossimi anni.
  2. Investire in infrastrutture e capitale umano: soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, è cruciale potenziare sanità, istruzione e trasporti.
  3. Stabilità fiscale e riforme strutturali: bilanci pubblici solidi, uniti a regole certe per le imprese, sono fondamentali per attrarre investimenti.

About The Author

Condividi l'articolo sui tuoi social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *