Prezzi alimentari ancora alti, l’estate 2025 sarà la più cara degli ultimi anni

L’inflazione generale sembra rallentare, ma per milioni di famiglie italiane il sollievo non è ancora arrivato. Secondo i dati diffusi questa settimana dall’ISTAT, il tasso d’inflazione in Italia si è stabilizzato al +2,1% su base annua, ma i prezzi dei beni alimentari continuano a registrare aumenti ben più elevati, con un impatto diretto sul carrello della spesa e sul potere d’acquisto delle famiglie.

Cosa sta rincarando?

I prodotti più colpiti sono quelli di largo consumo quotidiano:

  • Pane e pasta: +11% su base annua
  • Carne bianca e rossa: +9%
  • Olio d’oliva extravergine: +27%, il più caro d’Europa
  • Frutta e verdura fresche: +6-8% variabili a seconda della regione

Anche il prezzo dei beni refrigerati e dei gelati ha subito una lieve impennata (+4%), complice la crescente domanda e l’anticipo delle alte temperature.

Le cause: clima, costi e incertezze globali

Dietro al caro-alimentare ci sono vari fattori concomitanti:

  • Eventi climatici estremi (piogge abbondanti a maggio, ondate di caldo precoce a giugno) che hanno danneggiato molte colture;
  • Costi energetici e logistici ancora instabili, soprattutto per i trasporti a catena lunga;
  • Effetti residui delle tensioni geopolitiche su grano, olio e carni importate.

“La dinamica dei prezzi alimentari è ormai scollegata dall’inflazione generale. È un’emergenza sociale, non solo economica,” ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

A rischio le famiglie più fragili

Secondo le stime di Confcommercio, una famiglia media italiana spenderà circa 320 euro in più quest’estate solo per beni alimentari rispetto allo stesso periodo del 2023. Un incremento che colpisce in particolare pensionati, giovani single, nuclei con minori e famiglie con redditi inferiori ai 20.000 euro l’anno.

L’associazione chiede l’apertura di un tavolo con governo e grande distribuzione per introdurre un “patto etico” sui prezzi dei beni di prima necessità, simile a quanto fatto nel 2023 con i prodotti calmierati.

Possibili misure

In discussione al Ministero delle Imprese un pacchetto di interventi che include:

  • una proroga dell’IVA al 4% per pane, pasta e latte;
  • l’introduzione di bonus spesa mirati per le famiglie con ISEE basso;
  • nuove linee di credito agevolato per le filiere agricole colpite da danni climatici.

“La tenuta sociale passa anche dal frigorifero degli italiani,” ha commentato un portavoce di Coldiretti.

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