Omicidio a Villa Pamphili: madre e figlia uccise, vivevano in strada da due settimane

Francis Kaufmann accusato del duplice omicidio. La ricostruzione delle ultime ore di Anastasia e della piccola Andromeda, abbandonate nell’indifferenza.

Roma, 25 giugno 2025 – Vivevano senza fissa dimora, ai margini del più grande parco urbano della Capitale. Dormivano tra la vegetazione, si lavavano al mercato di San Silverio, e nessuno ha mai segnalato quella presenza fragile e silenziosa: una madre, una bambina e un uomo che oggi è accusato di averle uccise. È questo il contesto drammatico in cui si consuma il duplice omicidio di Villa Pamphili, uno dei casi più inquietanti degli ultimi anni a Roma.

15 giorni tra degrado e invisibilità

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, Anastasia Trofimova, 28enne di origine russa, e sua figlia Andromeda, di meno di un anno, hanno vissuto per almeno quindici giorni all’addiaccio insieme a Francis Kaufmann, 46 anni, cittadino statunitense. A confermarlo sono testimonianze dirette, immagini, e i tabulati telefonici del sospettato.

Durante il giorno i tre si spostavano a piedi, spesso raggiungendo il mercato rionale di San Silverio, alle spalle di San Pietro, dove avrebbero usufruito dei servizi igienici e di un fasciatoio pubblico per la bambina.

L’ultimo avvistamento: 3 giugno in centro

La sera del 3 giugno, Kaufmann, Anastasia e la piccola vengono visti per l’ultima volta insieme presso uno Starbucks in piazza San Silvestro. Testimoni raccontano di una lite con un passante, in cui Kaufmann resta lievemente ferito alla testa. I tre si allontanano subito dopo, rifiutando l’assistenza medica. È da quel momento che le tracce della donna cominciano a svanire.

Telefono spento e fuga in Grecia

Secondo la procura, è tra la notte del 3 e 4 giugno che Anastasia viene uccisa. Il corpo sarà ritrovato giorni dopo, in una zona nascosta del parco, spogliata dei vestiti e senza documenti, con modalità di occultamento simili a quelle usate per la bambina.

Il telefono italiano di Kaufmann, attivato due mesi prima alla stazione Termini, viene spento il 4 giugno e tornerà a inviare segnali solo una settimana dopo, dalla Grecia, dove l’uomo si è rifugiato. Una fuga già tracciata dagli investigatori, che ora lavorano con la magistratura ellenica per procedere all’estradizione.

La piccola Andromeda: tre giorni dopo ancora viva

Il dettaglio più sconvolgente arriva dalle foto scattate il 5 giugno da un passante: Kaufmann è immortalato mentre cammina con la bambina in braccio e un trolley. Secondo gli inquirenti, lì dentro ci sarebbero stati gli effetti personali della madre, poi fatti sparire.

Il corpo della bambina viene rinvenuto a circa 200 metri da quello della madre, sempre nel parco. Anche lei abbandonata e spogliata, in un punto diverso, ma con lo stesso disprezzo per la sua umanità.

Nessuna segnalazione ai servizi sociali

Nonostante la situazione di forte disagio e quattro interventi precedenti della polizia per comportamenti aggressivi e ubriachezza da parte di Kaufmann, nessun ente ha mai attivato i servizi sociali. A chiarirlo è Barbara Funari, assessora capitolina alle Politiche Sociali:

“Non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione sulla coppia. I nostri servizi intervengono su richiesta o dopo una chiamata alla nostra Sala operativa, attiva 24 ore su 24”.

Un’ammissione amara, che riapre la ferita su una domanda cruciale: quante vite spezzate si sarebbero potute salvare con un allarme tempestivo?

Un’occasione mancata, due vite spezzate

L’omicidio di Anastasia e della piccola Andromeda è un caso che interroga Roma e l’intero Paese. Due vite vissute nell’invisibilità, morte nell’indifferenza, in uno dei luoghi simbolo del verde e del decoro urbano della città. Un dramma privato che diventa fallimento collettivo.

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