Il governo Meloni ha confermato che l’Italia raggiungerà nel 2025 l’obiettivo di una spesa per la difesa pari al 2% del PIL e intende allinearsi progressivamente (fino al 5%) ai nuovi criteri NATO entro il 2035. Lo schema prevede una maggiore flessibilità sui conti pubblici, con l’UE chiamata a rivedere le regole fiscali.
Sfide interne
Nonostante il deficit previsto a 3,4% nel 2024 e la volontà di ridurlo al 3,3% nel 2025, l’Italia evita misure drastiche per non compromettere gli investimenti in crescita, ricerca, clima e infrastrutture.
Contesto europeo
Nel vertice di prossimo svolgimento, l’Italia sosterrà una riforma di Bruxelles in chiave di sostegno alla spesa per la sicurezza, ma resta cauta sul vincolo dell’inflazione e la gestione dell’indebitamento pubblico che supera il 130% del PIL.
Profondità delle implicazioni
Il percorso scelto conferma una strategia di equilibrio tra obblighi internazionali e sostenibilità economica. Il compromesso tra adeguamento alla NATO e flessibilità UE resta una scommessa politica e contabile di ampia portata.
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