Il governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey, ha rilasciato martedì un’intervista che ha immediatamente fatto eco sui mercati: l’economia britannica rallenta, e la situazione del mercato del lavoro appare più fragile del previsto. Il messaggio è chiaro: la fase di strette monetarie è quasi terminata, ma il timing per un eventuale taglio dei tassi resta incerto.
Il quadro economico è complesso: i prezzi delle abitazioni sono scesi dello 0,8% a giugno, mentre gli investimenti privati – soprattutto nel settore manifatturiero e immobiliare – stanno subendo un rallentamento. Il tasso di disoccupazione, ancora contenuto, è previsto in crescita nel secondo semestre.
Bailey ha sottolineato come la Banca d’Inghilterra non intenda affrettare i tagli dei tassi: l’inflazione core resta ostinatamente vicina al 3,2%, e le dinamiche salariali nel settore pubblico suggeriscono una tensione ancora viva. Tuttavia, i mercati scontano due tagli entro fine anno, con un primo possibile intervento già ad agosto o settembre.
I titoli a breve termine del Regno Unito hanno toccato i minimi di rendimento da due mesi, riflettendo le attese di politica monetaria più accomodante. Ma la vera sfida sarà trovare un equilibrio tra contrasto all’inflazione e stimolo alla crescita in un contesto globale ancora incerto.
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