L’ISTAT ha diffuso oggi i dati preliminari sull’inflazione in Italia per il mese di giugno 2025. L’indice dei prezzi al consumo segna una crescita dell’1,7% su base annua, in lieve aumento rispetto all’1,6% registrato nel mese precedente. Il dato evidenzia una pressione crescente sui beni e servizi di uso quotidiano, in particolare nel comparto energetico.
L’inflazione di fondo – che esclude alimentari freschi ed energia – si mantiene al 2,1%, segnalando una dinamica più stabile ma comunque rilevante per l’economia italiana. Tra i settori più colpiti ci sono i trasporti, la ristorazione e i servizi ricreativi. In lieve crescita anche i costi relativi agli affitti e alle utenze domestiche.
Secondo gli analisti, il rialzo dell’inflazione è dovuto a una combinazione di fattori: aumento dei costi energetici internazionali, tensioni logistiche e persistenti squilibri tra domanda e offerta in alcuni settori. Il contesto internazionale resta incerto, con la BCE che monitora attentamente i dati per valutare eventuali interventi sui tassi d’interesse.
Le famiglie italiane continuano a fare i conti con una riduzione del potere d’acquisto, mentre le imprese – soprattutto le PMI – faticano a trasferire i costi sui consumatori finali. Il governo dovrà valutare nuove misure di contenimento per sostenere redditi e consumi nei prossimi mesi.
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