L’Italia registra un valore dell’Economia del mare pari a 216,7 miliardi di euro, corrispondenti all’11,3% del PIL nazionale. Il dato emerge dal XIII Rapporto Nazionale presentato a Roma in occasione del Blue Forum 2025. Numeri record per un settore composto da 232.800 imprese e oltre un milione di occupati.
La crescita è consistente: il comparto ha incrementato il valore aggiunto diretto del 15,9%, più che raddoppiando la media nazionale del 6,6%. Il moltiplicatore economico è di 1,8, ovvero ogni euro generato attiva ulteriori 1,8 euro nell’indotto.
Gli ambiti trainanti? Pesca, trasporto marittimo, portualità, turismo nautico e offshore. Il MIMIT e Unioncamere sottolineano l’efficacia delle politiche pubbliche dedicate, evidenziando come il mare possa diventare la spina dorsale di uno sviluppo sostenibile e competitivo.
Ora la sfida è affrontare le emergenze ambientali, migliorare infrastrutture portuali e puntare su innovazione green. Le istituzioni chiedono incentivi e coordinamento nazionale per valorizzare ulteriormente un settore strategico per la crescita economica e la ripresa post-pandemica.
About The Author
You may also like
-
Pressione fiscale al 43,5%, cala il potere d’acquisto delle famiglie: i dati Istat accendono il confronto politico
-
Carburanti, scade lo sconto sul gasolio: arrivano le accise mobili, cosa cambia per i prezzi
-
Manovra, tensioni geopolitiche e conflitti pesano sui conti: «Serve rafforzare la resilienza del Paese»
-
Carburanti ancora in rialzo, diesel verso 2,50 euro in autostrada: Eni e IP fissano un tetto ai prezzi
-
Moody’s alza le stime sull’Italia: Pil 2026 a +0,8%, rating confermato a Baa2
