L’Unione Europea ha annunciato una nuova fase per la sua strategia sul quantum computing, mettendo al centro il ruolo dei fondi privati. Nonostante gli 11 miliardi già investiti in infrastrutture e ricerca, solo il 5% dei capitali globali privati entra nel mercato europeo, un gap significativo secondo la vicepresidente Henna Virkkunen.
La roadmap – parte del pacchetto Quantum Europe Strategy – prevede partnerariati pubblico-privati, l’istituzione di un Scale-Up Europe Fund e incentivi per startup e scaleup europee. L’obiettivo? Ridurre la dipendenza dai giganti statunitensi e cinesi e rafforzare l’autonomia tecnologica del Vecchio Continente.
Il piano prevede anche regole chiare con l’EU Quantum Act, in arrivo nel 2026, e investimenti in infrastrutture pilota come chip-line, reti quantistiche e un laboratorio europeo di competenze. L’obiettivo: fare dell’Europa un polo competitivo entro il 2030.
Il finanziamento privato, combinato con i fondi pubblici, dovrà sostenere la transizione delle scoperte accademiche in applicazioni reali. Il quantum rappresenta un volano per la sicurezza, la sanità e l’industria. Le intenzioni sono chiare: puntare sul futuro now.
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