“Sono passati mille giorni, ma a me sembrano molti di più.” Con questa frase Giorgia Meloni ha aperto il suo intervento al congresso della CISL a Roma, segnando un momento simbolico della sua leadership. La presidente del Consiglio, al timone del governo più longevo degli ultimi dieci anni, ha tracciato un bilancio denso di numeri e visione politica, alternando tono celebrativo e avvertimenti per il futuro.
Nel cuore del suo discorso, Meloni ha evidenziato il risultato più sbandierato dal governo: oltre un milione di contratti a tempo indeterminato attivati durante il suo mandato. “Abbiamo scelto la via più difficile, quella della stabilità e della serietà,” ha detto, rivendicando le riforme in materia di fisco, pensioni e semplificazioni amministrative.
A differenza delle occasioni più istituzionali, la premier ha optato per un linguaggio diretto, quasi confidenziale, con una punta di fatica: “Mille giorni sembrano molti di più perché governare in un periodo così complesso, tra crisi internazionali e sfide economiche interne, è stato tutt’altro che semplice.”
Nel colloquio con il leader CISL Luigi Sbarra non sono mancati accenni critici al ruolo dell’Europa nelle politiche del lavoro. La premier ha ribadito che l’Italia “non accetterà diktat tecnocratici che penalizzano la sua economia reale.” E ha chiesto ai sindacati di essere “parte attiva nella trasformazione del Paese.”
Un passaggio particolarmente applaudito è stato quello sull’occupazione giovanile e femminile: “Se c’è un tabù da infrangere, è quello di pensare che la crescita sia solo un affare per uomini adulti. Serve uno scatto culturale.” La premier ha poi annunciato l’avvio, da settembre, di un pacchetto “scuola-lavoro” con incentivi all’assunzione nei settori strategici.
Con lo sguardo al 2026 e alle elezioni europee, Meloni sembra voler consolidare una posizione centrista ma identitaria, consapevole del logoramento fisiologico del potere. E mentre l’opposizione prepara le barricate sul salario minimo e sulle modifiche al PNRR, la premier appare intenzionata a continuare nel solco tracciato: meno bonus, più riforme strutturali.
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