Dal 2026 sarà possibile cambiare fornitore di luce e gas in appena 24 ore, contro gli attuali tempi di uno o due mesi. La novità è prevista dalla direttiva europea 2019/944, recepita in Italia con il decreto legislativo 210/2021.
Secondo l’Arera, entro il 2026 la procedura di aggiornamento nel Sistema Informativo Integrato gestito da Acquirente Unico sarà completata in un giorno lavorativo. Tuttavia, il cliente riceverà la prima bolletta dal nuovo fornitore solo dopo circa tre settimane, necessarie a concludere tutti i passaggi tecnici e amministrativi.
Come funziona oggi
Oggi lo switching avviene generalmente il primo giorno del mese e, se avviato entro il 10, decorre dal mese successivo; altrimenti slitta di un mese. Con la riforma, i tempi si ridurranno drasticamente, avvicinando il settore energia alla velocità già vista nella telefonia. Il servizio sarà disponibile per clienti domestici e piccole imprese.
Opportunità e rischi
L’obiettivo è facilitare l’accesso a offerte più competitive, aumentando la concorrenza. Arera ha ricevuto osservazioni da operatori e associazioni: in generale il progetto è stato accolto positivamente, ma non mancano preoccupazioni per il “turismo energetico” — il cambio frequente di fornitore per evitare pagamenti — e per il potenziale sviluppo di servizi di “auto-switching”, che potrebbero spingere i clienti a cambiare continuamente fornitore con impatti negativi sulla qualità del servizio.
Possibili limitazioni
Tra le ipotesi allo studio: introdurre un limite annuo al numero di cambi, richiedere un deposito cauzionale o vincolare lo switching rapido alla domiciliazione bancaria.
I numeri del 2024
Nel 2024 il cambio fornitore è stato più frequente rispetto agli anni precedenti: nel settore elettrico il 19,4% dei clienti domestici ha cambiato fornitore, nel gas il 16,3%, con una crescita di 4,8 punti rispetto al 2023. La maggior parte dei passaggi (oltre il 77% nell’elettricità e il 93% nel gas) ha riguardato clienti già nel mercato libero.
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