Revoca dell’immunità a Ilaria Salis, oggi il voto decisivo a Strasburgo

Giornata decisiva per Ilaria Salis. Oggi, martedì 7 ottobre, il Parlamento europeo voterà sulla revoca della sua immunità parlamentare. Dopo il parere contrario espresso dalla commissione Giuridica (Juri), la parola finale spetta ora alla plenaria di Strasburgo.

L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, detenuta per mesi in Ungheria e ora accusata di aver partecipato a un’aggressione a un gruppo di neonazisti nel 2023, ha ribadito la sua posizione: «Voglio essere processata in Italia. La tutela della mia immunità non serve a sottrarmi alla giustizia, ma a difendermi da un processo ingiusto e da condizioni carcerarie disumane», ha dichiarato.

Voto segreto in Aula

Sebbene di norma il voto avvenga per alzata di mano, in questo caso si procederà a scrutinio segreto. È bastata la richiesta di un gruppo politico e di almeno un quinto degli eurodeputati per ottenere la modalità riservata. Una scelta che riflette il clima teso e le divisioni trasversali tra i partiti.

Il PPE favorevole alla revoca, ma non senza fratture interne

Il Partito Popolare Europeo si è espresso a favore della revoca. «Il reato contestato a Salis risale a prima del suo mandato – ha spiegato il presidente e capogruppo Manfred Weber –. Le regole del Parlamento sono chiare: l’immunità si applica solo ai fatti avvenuti durante l’esercizio delle funzioni». Weber ha invitato a non politicizzare il dibattito: «Seguiamo il parere dei nostri esperti legali. È una questione di rispetto dello Stato di diritto e delle regole interne».
Nonostante la linea ufficiale, all’interno del PPE non mancano le divergenze, e il voto segreto potrebbe consentire ai deputati di agire in autonomia.

I Verdi contrari: “Processo politico, non legale”

Dall’altra parte, i Verdi annunciano compattezza nel voto contrario. Il copresidente del gruppo, Bas Eickhout, prevede «una votazione molto serrata». «Per noi – spiega – il rispetto dello Stato di diritto è fondamentale, e non possiamo considerare l’Ungheria un Paese che lo garantisca pienamente. Questo caso appare politico più che legale».

Eickhout sottolinea anche l’incertezza del voto: «Sarà una delle votazioni più imprevedibili della settimana. Molto dipenderà dalle delegazioni nazionali, soprattutto nel PPE e nei Conservatori (ECR), dove non sempre è chiaro come voteranno i singoli eurodeputati».

Attesa per l’esito

L’esito del voto, previsto in serata, si preannuncia dunque incerto. Sullo sfondo, resta la questione politica più ampia del rapporto tra l’Unione Europea e l’Ungheria di Viktor Orbán, già nel mirino di Bruxelles per le violazioni dello Stato di diritto.

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