Cybersecurity, allarme PMI: il 33% ha subito attacchi nell’ultimo anno. Cresce l’uso dell’AI ma mancano esperti

Le piccole e medie imprese italiane restano nel mirino dei cybercriminali. Secondo il Cisco Cybersecurity Readiness Index 2025, un’azienda su tre (33%) ha subito almeno un attacco informatico nell’ultimo anno. Le minacce più diffuse restano phishing, ransomware e attacchi coadiuvati dall’intelligenza artificiale, in forte crescita. Nonostante ciò, il 95% delle imprese dichiara di sentirsi adeguatamente protetto, un eccesso di fiducia che rischia di tradursi in vulnerabilità reali.

Investimenti in crescita, ma ancora insufficienti

Il rapporto evidenzia segnali positivi: il 30% delle PMI italiane prevede di modernizzare la propria infrastruttura IT entro due anni, e quasi tutte intendono rivedere le proprie soluzioni di sicurezza. L’interesse verso l’intelligenza artificiale è in forte aumento, con il 44% delle aziende pronte a implementare sistemi intelligenti per la protezione dei dati. Tuttavia, solo il 21% ha realmente incrementato il budget dedicato alla cybersecurity negli ultimi due anni, segno che la consapevolezza del rischio non si traduce ancora in azioni strutturali.

Competenze e frammentazione delle difese: le sfide più urgenti

Il nodo principale resta quello delle competenze. L’80% delle PMI lamenta difficoltà nel reperire figure professionali specializzate, e appena il 33% prevede percorsi di formazione o nuove assunzioni nel settore IT security. A questo si aggiunge la frammentazione delle difese: oltre la metà delle imprese utilizza da 11 a 40 strumenti diversi per la sicurezza, una complessità che spesso riduce l’efficacia delle contromisure.

Secondo gli analisti, l’Italia si trova oggi a un bivio: la crescente digitalizzazione e l’adozione dell’intelligenza artificiale rendono necessario un approccio più integrato alla cyber resilienza, basato su investimenti strutturali, formazione continua e governance coordinata delle tecnologie.

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