È durato poco più di un giorno il plafond da 595 milioni di euro destinato al nuovo bonus per l’acquisto di auto elettriche. Dall’apertura della piattaforma online, le richieste sono state talmente numerose da esaurire in tempi record l’intera dotazione economica prevista dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
In sole 24 ore sono stati prenotati oltre 55.000 voucher, segno di un interesse altissimo verso la mobilità sostenibile ma anche della difficoltà di accesso per molti potenziali beneficiari rimasti esclusi.
Come funzionava il bonus
Il contributo, rivolto a cittadini con un reddito ISEE fino a 40.000 euro e a microimprese, prevedeva agevolazioni fino a 11.000 euro per l’acquisto di veicoli elettrici di nuova immatricolazione, a fronte della rottamazione di un’auto a benzina o diesel fino a Euro 5. Per le microimprese, erano previsti incentivi ancora più consistenti, fino a 20.000 euro per veicoli commerciali elettrici.
Tra i requisiti figuravano la residenza o la sede operativa in aree urbane funzionali – le cosiddette “FUA”, che comprendono città con oltre 50.000 abitanti e i comuni dell’area di pendolarismo – e l’intestazione del veicolo da rottamare da almeno sei mesi.
Le criticità
Il successo immediato del bonus ha acceso il dibattito politico e sociale. Da un lato, il rapido esaurimento dei fondi viene interpretato come un segnale positivo, indice di una crescente attenzione dei cittadini verso le auto a emissioni zero. Dall’altro, molti denunciano la scarsa accessibilità della misura: la finestra temporale estremamente ridotta e i vincoli territoriali e reddituali avrebbero escluso gran parte della popolazione.
Alcune associazioni di consumatori hanno sottolineato come la complessità dei requisiti e la velocità del click day abbiano favorito soprattutto chi aveva già pronto l’acquisto, penalizzando chi intendeva informarsi o organizzarsi nei giorni successivi.
Prospettive future
Il ministero competente ha fatto sapere che eventuali somme non utilizzate – per esempio nel caso di voucher non convertiti in acquisti entro il termine previsto – potranno essere rimesse in circolazione, consentendo una parziale riapertura della misura.
Resta però il nodo strutturale: la domanda per le auto elettriche sembra ormai ben più alta delle risorse disponibili. Il successo del bonus dimostra che la transizione ecologica è una priorità per molti cittadini, ma evidenzia anche la necessità di politiche più stabili e continuative per accompagnare il mercato verso una reale mobilità sostenibile.
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