È legge la nuova Maturità: due scritti, quattro materie all’orale e stop ai Pcto ad alto rischio

Con il via libera definitivo della Camera, diventa ufficiale la riforma dell’Esame di Stato, che torna a chiamarsi “Maturità”, come nella tradizione italiana.
La riforma, fortemente voluta dal Ministero dell’Istruzione e approvata il 28 ottobre 2025, introduce novità sostanziali nella struttura dell’esame, nel sistema di valutazione e nei percorsi scuola-lavoro.

Torna la “Maturità”: come cambia l’esame

L’esame di fine ciclo delle scuole superiori recupera il suo nome storico, ma cambia nel contenuto.
Restano confermate le due prove scritte, mentre l’orale assume un peso più rilevante: sarà infatti articolato su quattro discipline, individuate ogni anno da un decreto ministeriale pubblicato a gennaio.

Il colloquio comprenderà anche:

  • l’educazione civica,
  • le esperienze di formazione scuola-lavoro,
  • e la valutazione delle competenze trasversali maturate dallo studente.

Il comportamento durante l’esame sarà cruciale: chi manterrà un silenzio deliberato come forma di protesta, verrà bocciato.

Condotta e valutazione: nuove regole

La riforma modifica anche la gestione del voto in condotta, che diventa un parametro decisivo:

  • con 5 in condotta si sarà automaticamente respinti;
  • con 6 si dovrà sostenere una “prova di cittadinanza attiva”, per dimostrare impegno sociale e responsabilità civica;
  • solo chi otterrà almeno 9 in condotta potrà aspirare al punteggio massimo finale.

Il numero dei commissari d’esame scende da 7 a 5, e i docenti coinvolti riceveranno una formazione specifica sulle nuove modalità di valutazione.

Inoltre, la riforma agevola gli studenti che cambiano indirizzo di studi nei primi due anni delle superiori, eliminando l’obbligo di sostenere esami integrativi di passaggio.

Addio “Ptco”: stop ai tirocini a rischio

Cambia anche l’alternanza scuola-lavoro: non si chiamerà più Ptco (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento), ma “formazione scuola-lavoro”.
Il decreto prevede che le convenzioni tra scuole e imprese non potranno più includere attività considerate ad alto rischio per la sicurezza degli studenti.

Contestualmente, l’Inail avvierà campagne di informazione sulla sicurezza e la tutela durante le esperienze formative.
La copertura assicurativa verrà estesa anche agli infortuni che dovessero avvenire durante il tragitto casa-scuola o casa-azienda.

Un nuovo approccio formativo

“Torna il nome Maturità e con esso il significato profondo di crescita personale e civile”, ha commentato la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, sottolineando l’obiettivo di restituire serietà e autorevolezza a una prova che negli ultimi anni aveva perso peso simbolico.

La riforma mira a valorizzare il merito e la responsabilità individuale, premiando gli studenti che dimostrano partecipazione, rispetto e spirito di cittadinanza.
Un modello che, nelle intenzioni del governo, punta a rafforzare il legame tra scuola e vita civile, evitando derive burocratiche e valorizzando il percorso umano oltre che accademico.

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