In Italia e nell’Unione europea si profila un aumento consistente dei prezzi dei prodotti del tabacco. Le misure allo studio riguardano sia interventi nazionali sulle accise sia una riforma europea di più ampia portata, la Tobacco Excise Directive (TED), che punta a uniformare la tassazione tra gli Stati membri.
Gli aumenti in Italia
Nel nostro Paese il rincaro delle sigarette è già previsto dalla prossima manovra finanziaria. Gli aumenti scatteranno dal gennaio 2026 e saranno graduali: circa 60 centesimi a pacchetto in tre anni.
Ma il nuovo piano europeo potrebbe portare a un incremento ancora maggiore, fino a 3 euro a pacchetto, mantenendo comunque i prezzi italiani sotto quelli record di Irlanda e Norvegia, dove un pacchetto supera i 13 euro.
L’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) aveva già proposto un aumento di 5 euro per pacchetto, con un duplice obiettivo: disincentivare il consumo di tabacco e finanziare con il gettito aggiuntivo il Servizio Sanitario Nazionale. Una misura che, secondo le stime, garantirebbe oltre 13 miliardi di euro di entrate, a fronte di un problema sanitario che vede il fumo responsabile di circa 9 tumori al polmone su 10.
Il no dei tabaccai
Contrari i tabaccai, che già si preparano ad affrontare un nuovo ciclo di rincari.
La Federazione Italiana Tabaccai (FIT) contesta la scelta di Bruxelles e del governo italiano, sottolineando il rischio di un forte aumento del contrabbando e della produzione illegale.
Secondo la federazione, ogni incremento delle accise favorisce il mercato nero, dove i prodotti vengono venduti a prezzi inferiori e senza controlli di qualità, con danni economici e sanitari significativi.
La direttiva europea “TED”
Ma il vero cambiamento arriverà con la nuova direttiva europea TED (Tobacco Excise Directive), che punta ad armonizzare le accise sui tabacchi in tutta l’Unione europea.
La consultazione pubblica della Commissione è già conclusa e il testo mira a ridurre le disparità fiscali tra i diversi Paesi, creando un sistema unico di tassazione.
La riforma prevede incrementi delle accise minime fino al 139% per le sigarette tradizionali, fino al 258% per il tabacco trinciato e addirittura oltre il 1.000% per sigari e sigarilli.
Anche i nuovi prodotti a base di nicotina, come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato, saranno inseriti nel quadro della nuova direttiva, con un’imposizione specifica e crescente.
Tempi lunghi di applicazione
Nonostante l’impatto potenzialmente enorme, i tempi di attuazione restano lunghi.
Anche se la direttiva venisse approvata entro la fine del 2025, i Paesi membri avrebbero tempo fino al 2027 per recepirla, con un periodo di transizione fino al 1° gennaio 2031.
Gli aumenti sarebbero dunque graduali, per permettere alle economie nazionali e ai consumatori di adattarsi alle nuove tariffe.
Obiettivi e criticità
L’obiettivo della riforma è duplice: tutelare la salute pubblica e armonizzare il mercato interno.
La Commissione europea intende così ridurre le differenze di prezzo che alimentano lo shopping transfrontaliero di sigarette e rafforzare la lotta al contrabbando, garantendo allo stesso tempo nuove entrate fiscali per gli Stati membri.
Tuttavia, non mancano le criticità. Gli operatori del settore temono un calo dei consumi legali e una crescita del mercato illegale, mentre le associazioni sanitarie chiedono di cogliere l’occasione per finanziare la prevenzione e rafforzare la lotta al tabagismo.
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