Diplomatico russo convocato dalla Ministero degli Affari Esteri italiano per le affermazioni sulla tragedia della Torre dei Conti

La recente tragedia del crollo parziale della Torre dei Conti a Roma ha assunto una dimensione diplomatica. Il ministero italiano degli Esteri ha convocato il diplomatico russo a Roma, a causa delle dichiarazioni della portavoce del ministero russo, Maria Zakharova, che ha collegato il cedimento della struttura al sostegno italiano all’Ucraina.

Le dichiarazioni che hanno scatenato la reazione

Zakharova, sul suo canale Telegram, ha scritto:

«Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente i soldi dei suoi contribuenti… l’Italia crollerà tutta, dall’economia alle torri».

Queste affermazioni, diffuse immediatamente dopo il crollo della Torre dei Conti – in cui un operaio ha perso la vita e altri sono rimasti feriti – sono state considerate dal ministero italiano come una provocazione diretta e di cattivo gusto, soprattutto in un momento di lutto nazionale.

La risposta italiana

Fonti della Farnesina hanno definito le parole di Mosca «squallide e preoccupanti», sottolineando che in Italia «a nessuno sarebbe mai venuto in mente di speculare su una tragedia che coinvolge vite umane». Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha parlato di «affermazioni vergognose e inaccettabili».

Il gesto diplomatico

In serata l’Italia ha convocato l’ambasciatore russo, Alexey Paramonov, per un richiamo formale. Alcune fonti riportano che effettivamente sia stato l’incaricato d’affari russo a presentarsi alla Farnesina, dato che l’ambasciatore era assente.
Durante l’incontro il diplomatico russo ha presentato condoglianze per la vittima del crollo, pur ribadendo critiche nei confronti della politica italiana verso l’Ucraina.

Implicazioni e contesto

La vicenda segna un ulteriore raffreddamento dei rapporti tra Roma e Mosca, già tesi per via del conflitto in Ucraina e della partecipazione italiana a sanzioni e supporto internazionale.
La scelta di collegare una tragedia sul territorio italiano al bilancio nazionale e alle politiche estere del Paese ospitante è apparsa come un uso propagandistico dell’evento.

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