Usa, oltre 1.700 voli cancellati in 24 ore: lo shutdown paralizza il traffico aereo

Disagi in 40 aeroporti e carenza di personale nelle torri di controllo. Il Senato tenta un accordo per sbloccare la chiusura del governo più lunga della storia americana

Washington, 8 novembre 2025 – Caos nei cieli statunitensi: oltre 1.700 voli cancellati in 24 ore a causa dello shutdown federale, che ha costretto l’amministrazione americana a ridurre del 4% l’attività operativa negli aeroporti.
A essere colpiti sono 40 scali nazionali e 32 torri di controllo che operano in condizioni di forte carenza di personale. La situazione, già critica, potrebbe peggiorare nelle prossime ore se il Senato non riuscirà a trovare un accordo per riaprire il governo, paralizzato ormai da 37 giorni consecutivi, il periodo più lungo della storia Usa.

Secondo i dati del centro di monitoraggio aereo Cirium, nella sola giornata di venerdì sono stati cancellati 1.723 voli su 57.672 previsti (pari al 2,1%), mentre il segretario ai Trasporti Sean Duffy ha avvertito che “il taglio dei voli potrebbe arrivare fino al 20%” nei prossimi giorni.


Le compagnie più colpite

Le compagnie aeree United Airlines, Delta e American Airlines risultano le più penalizzate: rispettivamente 549, 513 e 429 cancellazioni in un solo giorno. Gli altri vettori, da Southwest a Alaska Airlines, hanno registrato ritardi medi di 4-5 ore e numerosi stop alle partenze.

Gli aeroporti più colpiti sono quelli di Phoenix, Atlanta, Chicago, New York, San Francisco e Washington, dove si sono verificate lunghe code e decine di voli dirottati o posticipati.

Il Dipartimento dei Trasporti ha confermato che in oltre dieci aeroporti le torri di controllo lavorano con personale ridotto al minimo, costringendo in alcuni casi alla chiusura temporanea delle piste per consentire l’atterraggio dei voli in arrivo.


Cos’è lo shutdown e perché sta paralizzando il Paese

Lo shutdown – letteralmente “chiusura” – è il blocco delle attività amministrative federali previsto dalla legge americana (Antideficiency Act) quando il Congresso non approva in tempo la legge di bilancio.
In assenza di fondi, molti enti pubblici e servizi statali – compreso il controllo del traffico aereo, la manutenzione delle infrastrutture e la gestione dei parchi nazionali – devono sospendere o ridurre le proprie attività.

Il mancato accordo tra repubblicani e democratici al Congresso sta mantenendo chiusi numerosi uffici e ritardando gli stipendi di centinaia di migliaia di dipendenti pubblici.


Ripercussioni in Europa e in Italia

Le conseguenze della paralisi si stanno già facendo sentire anche in Europa. Nei prossimi giorni si prevedono ritardi o cancellazioni su alcune rotte transatlantiche, comprese quelle con partenza e arrivo in Italia.
A rischio anche gli stipendi dei lavoratori civili italiani impiegati nelle basi militari statunitensi presenti sul territorio nazionale, dove le risorse federali sono bloccate.

Mentre cresce la pressione politica, il Senato americano è convocato d’urgenza per oggi, 8 novembre, nel tentativo di approvare una legge temporanea di rifinanziamento. Ma senza un’intesa bipartisan, il rischio è che lo shutdown si prolunghi, aggravando i disagi nel settore dei trasporti e nell’economia americana.

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