In this photo released by the Saudi Royal Palace, President Donald Trump, right, shakes hands with Syria's interim President Ahmad al-Sharaa, in Riyadh, Saudi Arabia, Wednesday, May 14, 2025. (Bandar Aljaloud/Saudi Royal Palace via AP)

Trump riceve il leader siriano Ahmed al-Sharaa: accoglienza sobria ma calorosa alla Casa Bianca

Storica visita a Washington: si apre una nuova fase nei rapporti tra Stati Uniti e Siria

Washington, 10 novembre 2025 – Un incontro sobrio, ma denso di significato politico e simbolico. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto oggi alla Casa Bianca il leader siriano Ahmed al-Sharaa, segnando un momento storico: è la prima volta nella storia che un capo di Stato siriano viene ricevuto ufficialmente a Washington.

Un incontro dal tono misurato ma cordiale

L’arrivo di al-Sharaa alla Casa Bianca è stato accompagnato da una cerimonia discreta. Nessun tappeto rosso, nessuna fanfara militare, ma una stretta di mano calorosa nella Sala Ovale e parole di reciproco rispetto.
Trump, definendo il suo ospite “un leader forte che vuole costruire un nuovo futuro per la Siria”, ha sottolineato la volontà di aprire una nuova fase nei rapporti tra i due Paesi, dopo oltre un decennio di tensioni e sanzioni.

Il presidente siriano, dal canto suo, ha parlato di “un passo di riconciliazione e dialogo per la stabilità della regione”, evidenziando la necessità di “voltare pagina e concentrarsi sulla ricostruzione”.

Sul tavolo: sanzioni, cooperazione e lotta al terrorismo

Secondo fonti diplomatiche americane e siriane, l’incontro ha avuto come temi principali:

  • la progressiva revisione delle sanzioni economiche imposte a Damasco, in particolare quelle legate al Caesar Act;
  • una possibile cooperazione nella lotta contro le cellule residue dell’ISIS e altri gruppi terroristici nel Levante;
  • la riapertura dei canali economici e umanitari con l’obiettivo di facilitare la ricostruzione postbellica.

Trump avrebbe espresso disponibilità a valutare una parziale sospensione delle restrizioni economiche “in cambio di impegni concreti sul piano dei diritti umani e della stabilità regionale”.

Un cambio di rotta dopo anni di isolamento

L’incontro rappresenta una svolta diplomatica di grande rilievo: dal 2011, con l’inizio della guerra civile siriana, nessun rappresentante di alto livello di Damasco aveva avuto accesso ufficiale alla diplomazia statunitense.
Con al-Sharaa – succeduto a Bashar al-Assad dopo il processo di transizione politica sostenuto da Mosca e Teheran – la Siria tenta di tornare sulla scena internazionale, cercando nuovi interlocutori oltre ai tradizionali alleati.

Secondo analisti di Reuters e Le Monde, la visita si inserisce in un più ampio tentativo di riabilitazione diplomatica della Siria, favorita anche dall’interesse americano a ridefinire la propria influenza in Medio Oriente dopo i recenti equilibri energetici e militari nella regione.

Una “nuova alba” per la diplomazia siriana

Pur senza proclami, la Casa Bianca ha voluto trasmettere un segnale chiaro: la normalizzazione dei rapporti con Damasco non è più un tabù.
La sobrietà della cerimonia – descritta da un funzionario come “una scelta consapevole di rispetto reciproco e cautela politica” – indica la volontà di mantenere il dialogo aperto senza generare contraccolpi nelle relazioni con gli alleati europei e israeliani.

Gli osservatori internazionali parlano di una “nuova alba diplomatica” per la Siria, che con questa visita esce definitivamente dall’isolamento politico seguito alla guerra civile.

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