La nuova misura introdotta dal Governo prevede un’imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti retributivi stabiliti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali. L’obiettivo è incentivare la contrattazione, sostenere i redditi dei lavoratori e favorire i rinnovi attualmente in stallo.
La tassazione agevolata si applica:
- agli incrementi salariali derivanti da contratti collettivi nazionali sottoscritti nel 2024 e nel 2025;
- ai lavoratori dipendenti del settore privato;
- entro un limite massimo annuale previsto dal testo normativo (di solito tra i 2.000 e i 3.000 euro, a seconda della versione della misura).
Restano esclusi:
- i dipendenti pubblici;
- gli aumenti non legati a rinnovi contrattuali, come bonus aziendali o avanzamenti individuali.
L’agevolazione sostituisce la tassazione ordinaria IRPEF su quella parte di incremento, garantendo quindi un miglioramento netto in busta paga.
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