LAVORO: CONFESERCENTI, SALARI EROSI DA INFLAZIONE E CONTRATTI PIRATA. “NEL 2025 PERSI 1,5 MLD L’ANNO”

Inflazione e contratti pirata continuano a comprimere salari e redditi dei lavoratori italiani nei settori del commercio, dei servizi e del turismo. È quanto denuncia Confesercenti nel corso della sua assemblea nazionale, evidenziando come negli ultimi 17 anni il reddito reale dei lavoratori si sia ridotto complessivamente di 4mila euro, mentre il dumping contrattuale sottrae ogni anno all’economia 1,5 miliardi di euro.

«Inflazione e un sistema contrattuale sempre più esposto al dumping stanno erodendo il valore del lavoro, indebolendo lavoratori e imprese», afferma il presidente dell’associazione, Nico Gronchi, che richiama «dati inequivocabili» sul peggioramento delle condizioni retributive.

Nel dettaglio, tra il 2019 e il 2024 i redditi da lavoro reali sono diminuiti del 3,7% (-1.700 euro a lavoratore). Allargando l’orizzonte al 2007, la perdita sale a 4mila euro, mentre per i lavoratori autonomi il calo raggiunge quota 9.800 euro, pari a un quinto del potere d’acquisto.

Parallelamente, Confesercenti lancia l’allarme sulla progressiva desertificazione commerciale: tra il 2014 e il 2024 oltre 26 milioni di residenti hanno visto sparire dal proprio comune almeno un’attività di vicinato. Nel 2025 sono 1.113 i comuni privi di un esercizio alimentare, e 535 senza supermercati o grandi magazzini. Ancora più critica la situazione per librerie, negozi di articoli culturali e ricreativi, ormai assenti in 3.248 comuni. In forte ritirata anche la rete dei distributori di carburante, sparita da 3.796 centri abitati, per un totale di oltre 6,6 milioni di residenti.

Sul fronte contrattuale, l’associazione sottolinea come la proliferazione di circa mille contratti collettivi depositati al Cnel — di cui oltre due terzi siglati da sigle minori — favorisca fenomeni di dumping: per ogni lavoratore coinvolto si stima una perdita superiore a 8.200 euro, tra minori tutele, welfare e prestazioni integrative, con un impatto sul gettito fiscale pari a 300 milioni di euro e contributivo pari a 450 milioni.

Confesercenti richiama inoltre l’attenzione sulle distorsioni generate dal boom dell’e-commerce: nel 2025 le consegne supereranno il miliardo, con una media di 18 pacchi per residente. L’associazione chiede un riequilibrio normativo e fiscale, ricordando che le piccole attività versano annualmente 7,7 miliardi di euro al fisco, mentre la Web Tax ha prodotto nel 2024 455 milioni.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio all’assemblea, sottolinea il ruolo centrale di piccole e medie imprese, lavoratori autonomi e artigiani nello sviluppo economico del Paese, ribadendo che salari e redditi devono «corrispondere alle attese definite dalla Costituzione».

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