Fabrizio Spada: “L’Intelligenza artificiale può manipolare il consenso, la priorità è fermare disinformazione e deepfake”

L’intelligenza artificiale non è più soltanto una leva di innovazione tecnologica, ma una nuova frontiera di rischio per la sicurezza democratica. È questo il quadro emerso alla Camera dei Deputati, nel corso della conferenza stampa “L’Intelligenza Artificiale come Arma: l’identikit della nuova minaccia digitale”, promossa su iniziativa dell’on. Alessandro Giglio Vigna, presidente della Commissione Affari Europei, e organizzata dall’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori.

A portare la visione delle istituzioni europee è stato Fabrizio Spada, responsabile delle relazioni istituzionali degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia, che ha posto l’accento in particolare sull’impatto dell’AI sulle nuove generazioni. «Tutte le azioni che vengono svolte anche dall’Unione Europea – ha spiegato – sono rivolte soprattutto ai giovani, che saranno i principali fruitori dell’intelligenza artificiale ma anche quelli più esposti alle sue minacce».

Nel suo intervento, Spada ha ricordato come l’Unione Europea abbia già avviato un percorso di regolamentazione attraverso specifici atti normativi, ma ha evidenziato che una delle preoccupazioni più urgenti resta la manipolazione del consenso. «Le informazioni false e distorte possono spostare il consenso elettorale e mutare gli equilibri politici. Lo abbiamo visto anche nelle elezioni del 2024, segnate da interferenze, anche straniere, nelle campagne elettorali», ha sottolineato.

Un tema centrale anche per Gabriele Ferrieri, presidente di ANGI e moderatore dell’incontro, che ha ribadito la necessità di affrontare l’uso offensivo dell’intelligenza artificiale attraverso un approccio condiviso tra istituzioni europee, Stato e mondo dell’innovazione. L’obiettivo, ha spiegato Ferrieri, è quello di costruire una strategia comune di prevenzione e risposta, capace di tutelare cittadini, imprese e processi democratici.

Nel corso della conferenza è stato inoltre richiamato il contributo di Lanci, che ha evidenziato come l’evoluzione delle tecnologie AI stia rendendo sempre più sofisticate le tecniche di disinformazione e cyber attacco, rafforzando l’urgenza di investire in strumenti di difesa, formazione e consapevolezza.

L’incontro alla Camera dei Deputati si inserisce in un contesto allarmante: secondo i dati presentati, gli attacchi cyber guidati dall’intelligenza artificiale sono in costante aumento e oggi oltre l’80% delle campagne di phishing globali risulta supportato da AI. Un fenomeno che rende il contrasto a deepfake e disinformazione una priorità non solo tecnologica, ma anche politica e culturale.

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