Martina Fonzo: “L’AI ha abbassato le barriere del cybercrime, oggi chiunque può attaccare”

Il crimine informatico sta vivendo una trasformazione radicale, accelerata dall’uso dell’intelligenza artificiale. A lanciare l’allarme è Martina Fonzo, analista di sicurezza di MaticMind – Zenita Group, intervenuta alla Camera dei Deputati durante la conferenza stampa “L’Intelligenza Artificiale come Arma: l’identikit della nuova minaccia digitale”, promossa su iniziativa dell’on. Alessandro Giglio Vigna e organizzata dall’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori.

Secondo Fonso, l’impatto dell’AI sul cybercrime è stato dirompente perché ha reso gli attacchi accessibili anche a chi non possiede competenze tecniche avanzate. «L’intelligenza artificiale ha abbassato drasticamente le barriere all’ingresso», ha spiegato, evidenziando come oggi non siano più necessari né grandi investimenti né conoscenze specialistiche per colpire sistemi e infrastrutture.

Uno degli aspetti più critici riguarda la velocità e la scalabilità degli attacchi. «Con costi minimi e in meno di un’ora – ha sottolineato – è possibile condurre un attacco informatico su ampia scala». Un cambiamento che rende le minacce più diffuse, frequenti e difficili da intercettare.

Alla base di questa evoluzione c’è l’automazione della frode, che ha democratizzato l’accesso al cybercrime. Un fenomeno che, come emerso nel corso della conferenza, contribuisce alla crescita esponenziale degli attacchi AI-driven e impone una risposta sempre più strutturata da parte di istituzioni e imprese.

Il contributo di Martina Fonzo si inserisce nel quadro più ampio delineato alla Camera dei Deputati: l’intelligenza artificiale, se da un lato offre enormi opportunità di sviluppo, dall’altro sta ridisegnando le dinamiche del crimine informatico, rendendo indispensabile un rafforzamento delle strategie di prevenzione, difesa e consapevolezza.

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