Scontri al corteo per Askatasuna: dimesso il poliziotto ferito, fermato un giovane di 22 anni

Resta alta la tensione dopo gli scontri avvenuti durante il corteo di solidarietà per Askatasuna a Torino, culminati nel violento pestaggio di un agente di polizia. Il poliziotto, rimasto ferito nel corso dei disordini, è stato dimesso dall’ospedale nelle ultime ore, mentre uno dei presunti aggressori, un giovane di 22 anni, è stato arrestato con l’accusa di aver preso parte all’aggressione.

Sulla vicenda è intervenuta con parole durissime la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito quanto accaduto “un tentato omicidio”, sottolineando la gravità dell’attacco contro un rappresentante delle forze dell’ordine impegnato nel servizio di ordine pubblico. La premier ha espresso solidarietà all’agente ferito e ha ribadito la necessità di una risposta ferma dello Stato contro ogni forma di violenza.

La condanna è arrivata in modo trasversale dal mondo politico. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha parlato di “violenza inaccettabile”, ribadendo che il dissenso politico non può mai trasformarsi in aggressione fisica. Un messaggio che si inserisce in un clima di unità istituzionale nel respingere gli episodi di violenza registrati durante il corteo.

Parole altrettanto nette sono arrivate dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha definito gli scontri come una “devastazione premeditata”. Secondo il primo cittadino, quanto accaduto non sarebbe stato frutto di tensioni improvvise, ma il risultato di un’azione organizzata con l’obiettivo di creare disordini nel cuore della città.

Sul fronte della sicurezza, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di una “chiara matrice eversiva” all’interno del corteo, evidenziando come alcuni gruppi abbiano strumentalizzato la manifestazione per portare avanti azioni violente e destabilizzanti. Le indagini proseguono per individuare eventuali responsabilità ulteriori e chiarire la dinamica completa degli scontri.

Il caso Askatasuna riapre così il dibattito sull’ordine pubblico, sui limiti delle manifestazioni di piazza e sulla necessità di tutelare il diritto a manifestare senza mettere a rischio la sicurezza di cittadini e forze dell’ordine. Una vicenda destinata a restare al centro del confronto politico e istituzionale nei prossimi giorni.

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