Nasce “QuitGpt”: campagna online per boicottare ChatGPT, adesioni anche da Hollywood

Una campagna online invita gli utenti a cancellare l’abbonamento a ChatGPT. L’iniziativa, battezzata “QuitGpt”, sta raccogliendo consensi sul web e – secondo quanto riportato dal MIT Technology Review – avrebbe coinvolto oltre 700 mila persone tra adesioni e condivisioni sui social.

Tra i volti noti che hanno sostenuto la protesta c’è l’attore Mark Ruffalo.

Le ragioni della protesta

Il movimento riunisce attivisti e utenti critici nei confronti di OpenAI, la società che sviluppa ChatGPT.

Secondo i promotori, le motivazioni sono diverse:

  • critiche alle prestazioni delle versioni più recenti del modello;
  • contestazioni legate a presunti rapporti tra OpenAI e ambienti politici statunitensi;
  • preoccupazioni sull’utilizzo della tecnologia in ambito governativo.

Sui social, l’account ufficiale della campagna ha pubblicato un post con milioni di visualizzazioni, rilanciando lo slogan che invita al boicottaggio.

Donazioni e polemiche politiche

Tra i punti citati dal sito ufficiale del movimento ci sarebbero presunte donazioni effettuate dal presidente di OpenAI, Greg Brockman, e dalla moglie a favore del movimento Maga nel 2025.

Viene inoltre richiamato un report del media statunitense The Information, secondo cui l’agenzia federale Ice avrebbe utilizzato un software basato su Gpt-4 per attività di screening dei curriculum.

OpenAI ha però smentito rapporti commerciali diretti con Ice, spiegando che l’agenzia – come qualsiasi altro soggetto – può accedere all’interfaccia di programmazione del chatbot tramite abbonamento professionale.

“Mass cancellation party” a San Francisco

Tra le iniziative collegate alla protesta figura anche un incontro organizzato a San Francisco, definito “mass cancellation party”, durante il quale alcuni partecipanti avrebbero simbolicamente cancellato il proprio abbonamento.

La vicenda riaccende il dibattito sul ruolo delle grandi aziende dell’intelligenza artificiale, sul rapporto tra tecnologia e politica e sull’impatto sociale degli strumenti di IA generativa.

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