Urbino si prepara a un appuntamento di particolare rilievo, capace di intrecciare archeologia, storia dell’arte e identità territoriale: mercoledì 18 febbraio, presso l’I.I.S. Raffaello, il Prof. Oscar Mei, docente dell’Università di Urbino e Coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani, terrà l’incontro intitolato La Basilica ritrovata. Vitruvio, dal testo all’archeologia. L’iniziativa nasce dalla recente e straordinaria identificazione della Basilica di Vitruvio a Fano, scoperta che ha immediatamente catturato l’attenzione della comunità scientifica nazionale e internazionale. Non si tratta soltanto di un nuovo tassello nella conoscenza del mondo romano, ma di un evento capace di ridisegnare il rapporto tra il territorio e le sue radici più profonde. La basilica descritta da Vitruvio nel De Architectura è da secoli oggetto di studi, ipotesi e ricostruzioni; vederla emergere oggi, grazie a un lavoro rigoroso che coniuga filologia, archeologia e tecnologie avanzate, significa restituire voce a un’architettura simbolica concepita come spazio civile, politico e culturale, incarnazione dell’idea stessa di città come luogo condiviso, razionale e armonico. Questo dialogo tra passato e presente conferisce alla scoperta un valore speciale per Urbino e per l’intero territorio marchigiano: nel cuore del Rinascimento, l’eredità classica non fu mai semplice citazione, ma materia viva, reinterpretata da artisti, architetti e umanisti che vedevano in Vitruvio un interlocutore privilegiato. La Basilica ritrovata diventa così un ponte ideale tra l’antichità e la stagione ducale, tra la città romana di Fano e la città ideale di Federico da Montefeltro. L’incontro all’I.I.S. Raffaello offrirà dunque non solo un approfondimento scientifico, ma anche una riflessione sul valore culturale di questa scoperta e sul ruolo della ricerca nel rafforzare la consapevolezza identitaria delle comunità. A conclusione dell’appuntamento, il Prof. Giovanni Rossi, docente di Storia dell’Arte, membro del CUUM – il Club per l’UNESCO di Urbino e del Montefeltro, associazione locale riconosciuta che promuove sul territorio i valori culturali, educativi e sociali dell’UNESCO – e artista noto come Giò Ross, donerà al Prof. Mei un’opera: un gesto simbolico che traduce in forma poetica il legame tra memoria, territorio e visione artistica, ricordando che la cultura, quando riaffiora dal passato, continua a generare bellezza e significato.
Mattia Carlin

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