Un errore nei cedolini pensionistici rischia di creare problemi a migliaia di pensionati italiani. Secondo quanto emerso, circa 15mila persone hanno ricevuto per sbaglio circa 1.000 euro in più nella pensione di marzo a causa di un errore nei calcoli fiscali dell’Inps.
Il problema nasce dall’applicazione errata di alcune detrazioni fiscali previste per i lavoratori dipendenti, ma non per i pensionati. La misura deriva dal taglio del cuneo fiscale introdotto con la legge di Bilancio 2025 per aumentare gli stipendi netti dei lavoratori. Tuttavia questi benefici non spettano a chi percepisce una pensione, ma sono stati comunque inseriti nei cedolini di marzo.
L’Istituto dovrà quindi recuperare le somme versate per errore. Il rischio è che nel cedolino di aprile venga trattenuto l’intero importo, con il risultato che per alcuni pensionati l’assegno mensile potrebbe ridursi drasticamente o quasi azzerarsi.
L’Inps ha spiegato che l’errore riguarda una platea di pensionati con redditi tra 20mila e 40mila euro annui e che si sta valutando la possibilità di rateizzare la restituzione per le pensioni più basse, in modo da evitare un impatto troppo pesante sui bilanci familiari.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla gestione dei conguagli fiscali nei cedolini pensionistici, che nei primi mesi dell’anno possono risultare “ballerini” proprio a causa delle verifiche e degli aggiustamenti Irpef effettuati dall’istituto.
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