È stata del 14,9% l’affluenza registrata alle ore 12 nel corso della prima giornata di voto per il referendum costituzionale. Un dato iniziale che ha fornito una prima indicazione sulla partecipazione degli elettori chiamati a esprimersi sulle modifiche alla Carta fondamentale.
Le urne sono rimaste aperte fino alle 23 della prima giornata, per poi riaprire alle 7 del giorno successivo. I seggi hanno chiuso definitivamente alle 15, momento a partire dal quale sono iniziate le operazioni di scrutinio.
Il referendum ha riguardato alcune proposte di modifica agli articoli della Costituzione italiana, sottoposte al voto diretto dei cittadini. Si è trattato di una consultazione confermativa, prevista dall’ordinamento per approvare o respingere riforme costituzionali già approvate dal Parlamento.
Gli elettori hanno ricevuto una scheda con il quesito referendario, formulato in modo da consentire una scelta chiara tra “Sì” e “No”. Il voto è stato espresso tracciando un segno sulla risposta prescelta, secondo le modalità previste dalla normativa elettorale.
A differenza dei referendum abrogativi, per quello costituzionale non è previsto il quorum: il risultato è stato quindi valido indipendentemente dal numero dei votanti. Un elemento che ha reso determinante ogni singolo voto espresso.
Il dato dell’affluenza registrato nelle prime ore è stato osservato con attenzione da forze politiche e analisti, in attesa di valutare l’impatto della partecipazione sul risultato finale della consultazione.
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