Oltre 10mila senza dimora nelle città italiane: il censimento Istat sugli “invisibili”

Sono più di 10mila le persone senza dimora censite nelle 14 città metropolitane italiane. È quanto emerge dalla prima rilevazione nazionale condotta dall’Istat, che fotografa una realtà spesso nascosta ma sempre più diffusa nelle grandi aree urbane.

Un numero che, per dimensioni, equivale alla popolazione di piccoli centri italiani come Tropea o San Gimignano, e che restituisce l’immagine di una marginalità sociale strutturale.

Quasi la metà vive in strada

Secondo i dati raccolti nella notte del 26 gennaio, il 44,6% dei senza dimora vive in strada, tra giacigli di fortuna e spazi di riparo improvvisati, mentre il 55,4% trova accoglienza in strutture notturne.

Tra chi vive all’aperto, quasi la metà (48,7%) si trova in spazi pubblici senza alcun riparo. Il 35% dorme su giacigli di fortuna, mentre il 36,5% occupa aree urbane riparate, come portici, sottopassi o ponti.

Roma la città con più “invisibili”

La presenza maggiore si registra a Roma, con 2.621 persone senza dimora, di cui 1.299 in strada. Seguono Milano con oltre 1.600 casi, poi Torino e Napoli con poco più di mille ciascuna.

All’estremo opposto, Reggio Calabria registra il numero più basso: 31 persone, di cui 14 senza riparo.

Prevalenza maschile e alta presenza di stranieri

Il profilo degli “invisibili” è prevalentemente maschile: le donne rappresentano il 21,4% nelle strutture e circa il 12% tra chi vive in strada. Elevata anche la presenza di stranieri: sono il 70,5% tra chi dorme all’aperto e oltre i due terzi tra coloro che trovano ospitalità nei dormitori o nelle strutture di accoglienza.

La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 31 e i 60 anni, ma non mancano giovani tra i 18 e i 30.

Posti letto insufficienti

Un dato particolarmente significativo riguarda la disponibilità delle strutture: i posti letto complessivi nelle città analizzate sono 6.678, a fronte di oltre 10mila persone censite. Un divario che evidenzia la difficoltà del sistema di accoglienza nel rispondere pienamente al bisogno.

La capienza media si attesta a 30,8 posti per struttura, con un tasso di occupazione dell’83,3%, ma con differenze rilevanti tra città.

Una base per politiche più efficaci

L’indagine, che ha coinvolto oltre 6mila volontari, rientra in una strategia più ampia dell’Istat per monitorare la grave marginalità e migliorare la programmazione delle politiche pubbliche.

L’obiettivo è costruire un sistema informativo stabile, capace di guidare interventi più mirati e affrontare in modo strutturale il fenomeno degli “invisibili” nelle città italiane.

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